LE DONNE DELL’ACQUASANTA. Una storia palermitana Fancesca Maccani

LE DONNE DELL’ACQUASANTA. Una storia palermitana, di Fancesca Maccani (Rizzoli – giugno 2022)

“Ma tu da grande che vuoi fare? Quella che picchia?
“Da grande? Io unn’u sacciu, ma sicuro credo che mi cerco un travagghio ca mi piace”.
“Ma vedi che fimmineddra sei, ma quali travagghiu? Ti devi maritare, che a travagghiare to maritu ci pensa, mica tu!”.
“Maritare? Non ci penso proprio. Nessun masculo mi dirà mai cosa devo fare”.

 

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Questo è lo stralcio di un dialogo svoltosi tra due ragazzine, Franca e Rosa, dieci anni prima dell’inizio della storia narrata in questo nuovo e avvincente romanzo scritto da Francesca Maccani. Ambientato nella Palermo del 1897,il romanzo narra le vicende di due grandi amiche: Franca e Rosa. Lavorano alla manifattura tabacchi dell’acquasanta così come tante giovani donne e madri. Un lavoro duro quello di preparare e formare i sigari: le mani sempre sporche, “le unghie sempre sporche di un nero che niente riusciva a cancellare”, l’aria quasi irrespirabile della fabbrica, un lavoro duro e impegnativo pagato, a cottimo, “una lira e ventisette”. Con quei soldi si riusciva a “campare” a stento ma si riusciva a farlo.

 

 

Molte di loro si erano ammalate ed erano morte e “qualche” sospetto aleggiava sulla fabbrica: quel lavoro faceva ammalare…Ma era un lavoro al quale non era consentito rinunciare. Dentro e fuori la fabbrica, tutto è da sempre governato dagli uomini…Le donne non “esistono” e se “esistono” è solo per fare figli e stare zitte. La situazione più drammatica di tutte la vivono le madri lavoratrici :non hanno a chi lasciare i figli appena nati e li portano, al lavoro, legati dietro la schiena.

Non possono permettersi il “lusso” di rinunciare a quel lavoro perché la miseria è tanta! Scoppia una pesante epidemia e si ammalano anche i bambini, franca, che da sempre è dotata di grande spirito combattivo, ha deciso (specie dopo l’ultimo sopruso) che è arrivato il momento per lottare per la dignità di ogni donna. Sarà affiancata in questa battaglia da un giovane sindacalista, salvo, e riusciranno a far aprire il primo “baliatico” all’interno della manifattura, ovvero il primo asilo per le madri lavoratrici. Franca pagherà pesantemente il suo impegno a difesa della dignità ma non si può stare sempre zitte e andare a testa bassa come se nulla fosse successo.

 

 

La rassegnazione, spesso , è peggio della fame e della povertà…Il coraggio di difendersi, di chiedere i propri diritti, è un dovere di ciascuno di noi e lottare perché questo avvenga è giusto e sacrosanto. La ricerca storica fatta dall’autrice , presente nelle pagine del romanzo, è perfetta. Le descrizioni, curate e accurate;la prosa asciutta ma ricercata ti fa sentire vicina a quelle donne che lavorano, amano, soffrono, vivono.

Comprensibilissime le parti in dialetto, anche, da chi non è siciliano. La storia è coinvolgente e mostra uno autentico spaccato di fine 800. Un personaggio, Franca, che ti appassiona. Un sud raccontato senza stereotipi. 

 

Recensione di Lidia Campanile

LE DONNE DELL’ACQUASANTA. Una storia palermitana Fancesca Maccani

 

 

 

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