LA VERGOGNA Annie Ernaux

Mi limitavo ad amare te, di Rosella Postorino

LA VERGOGNA, di Annie Ernaux (L’Orma)

 

 

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Annie Ernaux • La vergogna • anno 1996 Da bambine a volte, diamo ai fatti un peso diverso da quello che hanno e ne proviamo vergogna perché non li comprendiamo. La protagonista racconta di un tentativo di strangolamento in un momento d’ira che la madre avrebbe subito dal padre. Ma le emozioni, anche nel racconto dell’episodio, mancano completamente.

La scrittrice, ormai adulta, riproduce l’episodio così come lo ha vissuto la sé bambina. Però sullo sfondo si pone tutti gli interrogativi.

Era stato un fatto occasionale, questo sicuramente, e non se ne era più parlato, forse perché nelle piccole cittadine della Normandia di quegli anni era considerato un avvenimento se non normale, accettabile perché comune anche ad altri coniugi, ad altre famiglie. Oppure non se ne era parlato perché era un fatto di cui provare vergogna, che non andava raccontato. O ancora, i coniugi si erano chiariti e il gesto era stato sopravvalutato dalla loro bambina che si era spaventata più del necessario.

 

 

Sono tutte letture di un gesto che possono essere corrette. Non è questo il punto. Il punto è la vergogna di qualcosa che non si comprende ma che si sa appartenere, magari erroneamente, ad una classe sociale più umile e meno considerata. E forse la vergogna nasce dall’appartenenza a quella classe sociale e non dal gesto che ben altri sentimenti avrebbe dovuto suscitare.

 

Recensione di Barbara Gatti

 

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