LA REGOLA DELL’EQUILIBRIO Gianrico Carofiglio

LA REGOLA DELL'EQUILIBRIO Gianrico Carofiglio

LA REGOLA DELL’EQUILIBRIO, di Gianrico Carofiglio

Ritrovo Carmelo Tancredi, vecchia e simpatica conoscenza, e mi sento già a casa, da amici di cui non ho notizie da un po’, ma che sono rimasti fermi nel mio cuore.
Faccio amicizia con Consuelo Favia, avvocato socio dello studio Guerrieri “uno dei pochi penalisti da cui accetterei di farmi difendere.”

 

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Scrittura sempre invitante alla lettura grazie al suo inconfondibile stile, dove i momenti di cronaca e racconto sono alternati a momenti di ironia e forte simpatia.
Pur tuttavia questo Carofiglio lo trovo più superficiale, come di passaggio tra ciò che ha già detto e ciò che vuole ancora raccontarci.
Ci fa riflettere sulle giustificazioni che ciascuno da’ del proprio operato. Interessante capire il modo in cui l’avvocato le smonta una ad una.

 

 

Il tema sono le dichiarazioni che un pentito ha reso ai magistrati dell’antimafia di Bari, dichiarazioni accusatorie a carico del Giudice Larocca, presidente del tribunale della libertà. Il reato è corruzione in atti giudiziari: avrebbe preso soldi in cambio di provvedimenti favorevoli per scarcerazioni.
Questa volta Guerrieri non sa che fare, è combattuto, non sa se sia davvero giusto assumere la difesa dell’amico magistrato.
La soluzione dell’intricato caso alla fine non è solo giuridica, in gioco c’è sempre anche il nostro Guido, i suoi sentimenti e le sue convinzioni, le sue perplessità e i suoi numerosi dubbi. Una passeggiata in bici in una fredda e ventosa giornata può aiutarlo a diventare più consapevole.
Ed entra in gioco l’etica.

 

 

“La mia storpiatura preferita era quella di chi, preso dall’ansia della situazione, si faceva ripetere la formula e poi giurava che avrebbe detto tutt’altro che la verità.”

Accanto ai fatti pratici da capire e risolvere c’è l’aspetto umano, le relazioni sociali e non solo.
Le nuove amicizie, i nuovi…problemi?…“Stavi facendo jogging o sentirmi ti turba molto?”

E poi le estemporanee simpaticissime battute che tanto mi fanno ridere. “Era convinta che fare stupide imprudenze in preda agli effetti della cannabis e ridere soddisfatta mentre io la pregavo di smetterla fosse un’efficace tecnica di seduzione. Com’era inevitabile finimmo in una scarpata. Per fortuna nessuno dei due si fece troppo male, ma la moto andò distrutta.”

 

 

E poi c’è la poesia…Nello studio c’è un manifesto che ritrae due bimbi palestinesi seduti per terra tra le macerie con una frase di Bertolt Brecht che recita: “Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.”

Recensione di Mariangela Aurilia

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