La metà pericolosa – di Silvia Volpi – Prima puntata

La metà pericolosa Silvia Volpi

La metà pericolosa – di Silvia Volpi

 

C’è un  cadavere in centro a Firenze.

Mentre la polizia interviene, la notizia si diffonde e arriva anche nel salone GialloKakao.

La metà pericolosa” è un giallo inedito a puntate scritto da Silvia Volpi e che ci accompagnerà durante l’estate su

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Prima puntata

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Quando decisero di abbattere il muro che divideva i due negozi, l’unica cosa certa era il nome che avrebbero dato alla nuova attività, GialloKakao: da una parte tutto per la donna, di là barberia e acconciatura per uomo. Un’unica cassa per riscuotere dai clienti e un solo appendiabiti a bracci di ferro e pomelli di plastica.

Rebecca Vani e Cosimo Guanti erano i titolari di un saloncino in pieno centro a Firenze. Lei preferibilmente bionda, capello piastrato e frangetta, lui scuro con un principio di bianco sui capelli lunghi raccolti a coda bassa.

Erano passati tre anni da quel marzo 2016 in cui avevano unito i negozi e nel frattempo avevano scorciato ciuffi di capelli, disegnato forme geometriche con i peli in mezzo alle guance, rullato spazzole sotto il getto caldo del phon: si sarebbe detto che non pensassero altro che al lavoro.

Invece lei era un’autorità indiscussa nell’elaborare strategie per dimenticare un ex marito, lui il massimo esperto di video selfie in cui commentava i fatti degli altri per postarli su facebook.

 

 

Rebecca aveva tatuaggi colorati sul braccio sinistro, quelli di Cosimo erano rigorosamente neri dalle spalle e fino ai polsi.

Quella mattina la notizia era arrivata da un cliente entrato per farsi riprendere il filo della barba. Nel bar vicino aveva sentito di un uomo trovato ucciso dalle parti di viale Milton e la prima cosa che aveva pensato era di andare a dirlo a Cosimo.

Da quel momento la giornata al GialloKakao prese tutta un’altra direzione.

“Sei sicuro?” aveva chiesto il barbiere all’uomo seduto in poltrona e fasciato nella mantella.

“Non l’ho mica visto, ma ne parlavano tutti”.

Manovrando il rasoio come una penna stilografica, Cosimo già pensava alla registrazione del video per i fan della sua pagina social dove si presentava come “Il Guanti”.

Quando non c’erano accadimenti nei dintorni di via delle Ruote, Cosimo faceva una rassegna stampa a modo suo commentando le notizie lette su qualche giornale o ascoltate alla radio. Non si era dato regole sui contenuti e gli argomenti da trattare, andava tutto bene ma i posti più alti della classifica erano riservati alle stravaganze dei turisti in giro per la città, le chiacchiere dei politici e il buon cibo. A meno che non succedesse un morto ammazzato, che allora balzava di diritto al primo posto degli argomenti prediletti dal barbiere.

La dirimpettaia di lavoro, immersa nel rumore dei phon e nei racconti delle clienti, quella mattina ricette la notizia mentre spennellava d’azzurro le ciocche di una ballerina.

Quando Rebecca mise il telefono tra orecchio e spalla per tenersi libera con le mani, la commercialista, nonché cliente di GialloKakao, le spiegò di dover annullare l’appuntamento e di non poterla ricevere in ufficio per un grave incidente successo nel suo palazzo.

“Un morto? La polizia?” chiese sorpresa.

 

 

Che non doveva trattarsi di qualcosa di semplice lo intuì dal saluto: “Devo scappare, Rebecca, qui siamo tutti a disposizione delle forze dell’ordine. Era un nostro vicino di pianerottolo”.

A vederlo stravaccato sulla poltrona con la testa all’indietro e la bocca spalancata, un rigonfiamento in mezzo al collo come se avesse ingoiato una lampadina, le gambe divaricate con i piedi abbandonati verso l’esterno, avreste pensato che gli fosse preso un coccolone.

Invece quello era un avvocato crollato nel suo studio. Una gora di sangue gli aveva imbrattato la camicia chiara mandando a puttane la sequenza di righe blu tracciate sul cotone a un centimetro l’una dall’altra.

Sante Tornabene non possedeva un’arma, ma il foro che gli si era aperto in mezzo al petto sembrava dipendere tutto da un colpo di pistola.

Pochi minuti prima delle nove l’ufficio era ancora vuoto e le luci spente. Alla riapertura dello studio legale Tornabene tutto era apparso come ogni mattina.

A parte il cadavere. Quello era decisamente una novità.

 

Appuntamento alla prossima puntata

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L’autrice

Silvia Volpi è giornalista e scrittrice e vive a Pisa. E’ autrice del giallo “Alzati e corri, direttora” (Mondadori), con cui ha ricevuto il premio come migliore esordiente a Giallo d’Amare 2019, secondo QLibri è tra i migliori dieci esordi del 2019.

Tiene corsi di scrittura, si occupa di public speaking e comunicazione, è segretaria di redazione al Tirreno.

Sui social: pagina facebook @silvia.volpi.autrice; Instagram @silviavolpi_sv

Per leggere e acquistare “Alzati e corri, direttora” nelle librerie e online cliccando QUI

Il sito internet dell’autrice è  silviavolpi.it

 

Silvia Volpi
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