IL SAX BASSO Josef Škvorecky

IL SAX BASSO, di Josef Škvorecky  (Adelphi)

Tre racconti, ma fondamentalmente due, distanti nel tempo, per stile e per sensibilità: unico denominatore il jazz, che non è sottofondo bensì musica eversiva nella Mitteleuropa a cavallo tra le due guerre. “La leggenda Emöke” ha il fascino incompiuto di un amore mai sbocciato, la tonalità di un blues struggente, parentesi rosa nel grigiore quotidiano, che lascia spazio all’ironia come vendetta ai danni del guastafeste, due volte sconfitto.

“Il sax basso” è ambientato nell’immaginaria Kostelec, ai confini del Reich, quando compare l’orchestra di Lothar Kinze, Barnum di derelitti umani alla deriva, dove il protagonista si ritrova per caso, come capita nei sogni, in un disordine faulkneriano, in un caos da Dottor Sax di Kerouac, per un jazz senza stelle, senza errori da professionisti, con accenti da banda di paese su bocca di rosa, nello sforzo di credere che ciò che si è vissuto è stato veramente realtà.

Di Riccardo Del Dotto

[the_ad id=”12601″]

L’isola dei tesori, dove gli animali sono preziosi

Commenta per primo

Commenti

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.