IL NIDO DEL SERPENTE Pedro Juan Gutiérrez

IL NIDO DEL SERPENTE, di Pedro Juan Gutiérrez

Ancora una volta mi sono imbattuta in un libro non ancora recensito in questo gruppo.

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Il libro narra la storia di un giovane ragazzo, Pedro Juan, e della sua vita nella Cuba degli anni 60/70, ossia in pieno periodo post rivoluzionario e di embargo. Sono anni in cui regna la fame e la povertà. Chiudono le fabbriche e vige un regime dittatoriale. Tutto ciò che è straniero viene bandito ed etichettato come un pericolo per il regime instaurato. Niente più libri, film o musica del nemico. Niente più bibite o bevande importate dall’America. Si coltiva prevalentemente la canna da zucchero e tutti vengono impiegati in quelle piantagioni.

I dissidenti, i religiosi, gli omosessuali, i capelloni ed, in generale, coloro che non si uniformano al regime, sono considerati pericolosi, traditori e, pertanto, rinchiusi in campi di prigionia.

In questo contesto è ambientata la storia di Pedro Juan che fin dall’età di 16 anni condurrà una vita sregolata, dedita all’alcool (rum e acquavite), alle prostitute ed al sesso., ed intervallata dal servizio militare.

Due aspetti mi hanno profondamente colpito di questo libro.

Il primo è lo stile narrativo usato da Gutiérrez, che ricorda Bukowski. Uno stile asciutto, semplice, a tratti quasi volgare. Nel racconto i personaggi non sono molto caratterizzati; predominano le descrizioni degli stati d’animo, quali rabbia e istinti omicidi, impulsi autodistruttivi e pensieri suicidi ma anche voglia di riscatto sociale e di cambiamento. Il protagonista, infatti, nonostante tutto legge libri colti, ascolta musica classica e studia tecnica delle costruzioni per diventare architetto.

Inoltre, sono descritti in maniera molto realistica gli amplessi, senza particolari eufemismi. Una scrittura che si inquadra perfettamente nella corrente letteraria denominata “realismo sporco”.

Il secondo aspetto che mi ha colpito è che molte delle vicende narrate sono autobiografiche. Anche se l’autore avverte che si tratta di un romanzo di fantasia e gli avvenimenti, così come i personaggi, sono immaginari, tuttavia non passa inosservato che il protagonista del libro ha il suo stesso nome, è nato e vive a Matanzas come lo scrittore e, soprattutto ha condotto una vita identica a quella del suo creatore (venditore di gelati, soldato e zappatore, raccoglitore di canne da zucchero e tecnico delle costruzioni). Lo scrittore scrive inoltre poesie, come il nostro personaggio, ed è stato bibliotecario, a testimonianza dell’amore per i libri colti, che condivide con il protagonista.

In conclusione, il libro è avvincente e mette a nudo le fragilità dell’uomo in situazioni di povertà, di fame e di mancanza di libertà, soprattutto della libertà di pensiero. Un libro che fa riflettere. Lo consiglio vivamente.

Recensione di Michela Cherchi 
IL NIDO DEL SERPENTE Pedro Juan Gutiérrez

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