IL MORO. Gli Sforza nella Milano di Leonardo Carlo Maria Lomartire

Mi limitavo ad amare te, di Rosella Postorino

IL MORO. Gli Sforza nella Milano di Leonardo, di Carlo Maria Lomartire (Mondadori)

 

Chi è primogenito lo sa: dai suoi errori il fratello minore impara e non li ripete. Magari ne commette altri. L’impressione che ho ricevuto leggendo Il Moro è questa.

Galeazzo Maria, figlio di Francesco Sforza e di Bianca Maria Visconti, è duca di Milano ma non ha ereditato dai genitori le loro capacità politiche e militari. Arrogante, impulsivo, perverso, cerca di allargare i confini del ducato di Milano senza successo; viene ucciso in un agguato ordito da forze politiche avversarie. La bellissima moglie Bona di Savoia diventa reggente fino alla maturità del figlio Gian Galeazzo, l’erede legittimo.

 

 

Bona si fida solo del potente Segretario di Stato Cicco Simonetta, arriva a mandare in esilio suo cognato Ludovico, detto il Moro per il colore della pelle, perché intuisce che trama per un colpo di Stato. Convinta dal suo amante, stoltamente decide di far rientrare a Milano il Moro. Alla ferale notizia, Cicco Simonetta commenta: “Signora, voi perderete lo Sato, io la testa”. E così succede.

Preso il potere, il Moro non commette gli stessi errori del fratello Galeazzo Maria. Tutt’altro che impulsivo, freddo e astuto, cerca di mantenere buoni rapporti diplomatici con Venezia, la Santa sede, l’Impero e soprattutto con la Francia. Ingaggia Leonardo da Vinci, di cui ammira le capacità ingegneristiche civili e militari, oltre alla sua fama di pittore. Alle richieste del Moro dobbiamo capolavori leonardeschi come il ritratto de La dama con l’ermellino, dove viene raffigurata la sua amante Cecilia Gallerani e l’affresco dell’Ultima cena.

 

 

Per ragioni di Stato sposa Beatrice d’Este, sorella di Isabella, la signora del rinascimento. Ludovico ama profondamente la sua Beatrice. Quando lei muore di parto mentre dà alla luce il terzo figlio, Ludovico è disperato. Si chiude in un lutto stretto e da allora si veste sempre di nero.

Il rinascimento vede fiorire l’arte e l’architettura in Italia e contemporaneamente rappresenta il suo decadimento politico. Il Moro forse è l’artefice, sicuramente ne rimane vittima.

Scritto con piglio giornalistico, con un’attenta descrizione dei personaggi e degli avvenimenti politici – senza sottovalutare anche gli aspetti della vita privata dei personaggi – Il Moro è un saggio storico gradevole e ben documentato che vi consiglio.

 

Recensione di Corrado Occhipinti Confalonieri

IL MORO. Gli Sforza nella Milano di Leonardo Carlo Maria Lomartire

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