IL MONDO NUOVO Aldous Huxley

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IL MONDO NUOVO, di Aldous Huxley

Ecco un romanzo davvero originale. Si può accostare al genere fantascientifico ma solo in parte perché questo testo va ben oltre la semplice trama che propone e diventa una profonda riflessione sui regimi totalitari e il futuro dell’uomo. Il libro fu scritto nel 1932 quando si delineavano con chiarezza le prospettive di società offerte da Hitler e Stalin.

IL MONDO NUOVO

Vediamo sinteticamente la storia. Siamo in un ipotetico mondo del futuro in cui la società umana si è organizzata alla ricerca di stabilità e felicità. I bambini nascono in una mostruosa fabbrica e già alla nascita sono manipolati per essere divisi in classi con caratteristiche diverse anche dal punto di vista fisico. La classe “alfa” sarà la casta dominante con mansioni direttive e poi sempre più in basso fino alla “epsilon” composta da repellenti nani destinata alle mansioni più degradanti. Nelle caste più basse vengono prodotte serie di gemelli identici per meglio adattarli alle catene di montaggio o lavori simili. Tutti i bambini fin dalla nascita vengono condizionati a principi di vita e di convivenza prestabiliti e al loro ruolo di futuri consumatori.

Non ci sono guerre, conflitti, problemi di carattere sociale. Sopra ogni cosa domina incontrastato l’uso di una droga di larghissimo uso che garantisce evasioni dalla realtà di ore o giorni a seconda del dosaggio ed assicura quindi grande stabilità sociale. I sesso è praticato liberamente senza che si creino legami sentimentali, più o meno sconosciuti in questa società, ed è incoraggiato fin da bambini come elemento di felicità e coesione sociale. La funzione riproduttiva è completamente delegata alle fabbriche e non ci sono famiglie o coppie fisse. Ogni individuo è solo in una società massificante. L’educazione dei bambini è completamente delegata ad appositi educatori. Nessuno legge libri che non siano manuali di istruzioni. Tutto questo, inoltre, è al servizio del consumismo, vera ideologia dominante.

Bernardo e Lenina, due giovani Alfa plus che lavorano nel centro di riproduzione bambini di Londra, decidono di passare le ferie nella riserva dei selvaggi. Lui è un tipo originale ma gode di ottima considerazione ed è riuscito ad avere i permessi necessari. In una parte remota del pianeta vive, ben delimitata da recinti elettrificati, una bizzarra comunità di “selvaggi” che vivono liberi in mezzo alla natura, senza tecnologia, senza droghe sintetiche e addirittura partoriscono ed allevano i figli che hanno quindi un padre e una madre, si sposano e hanno legami stabili. Nella riserva conoscono la vecchia Linda, proveniente dal loro mondo e suo figlio (naturale) che conosce l’inglese e legge Shakespeare (da un libro vecchissimo). I due vengono portati nel mondo “civilizzato” e il giovane, chiamato “il selvaggio” è oggetto della curiosità di tutti e diventa la vera star…..

Il resto, naturalmente, è riservato a chi legge il libro. Si tratta di un’opera abbastanza spiazzante per la sua originalità e si presta a molte interpretazioni. Della principale ho già parlato e consente di accostare questo testo a “1984” di Orwell ma “Il mondo nuovo” è più complesso e ricco di sfaccettature con innumerevoli allegorie e significati. La narrazione procede un po’ a strappi con parti un po’ più noiose e parti più avvincenti. Molto bello, nella parte finale, l’incontro tra il selvaggio e il Governatore, capo indiscusso di tutto l’occidente, che conosce Shakespeare e ne discute con il suo ospite spiegandogli perché, nonostante lo consideri bellissimo, non possa essere diffuso tra le masse. Il libro contiene continue citazioni e rimandi alle opere di Shakespeare.

Insomma un libro interessante, pieno di spunti di riflessione che ho letto volentieri. C’è un seguito, Ritorno al mondo nuovo, che leggerò prossimamente.

Recensione di Stefano Benucci

IL MONDO NUOVO Aldous Huxley

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