GLI INVISIBILI Pajtim Statovci

Feltrinelli KOBO Fomia maggio

GLI INVISIBILI, di Pajtim Statovci (Sellerio – agosto 2021)

 

“Lui é un serbo, e io un albanese, e per questo dovremmo essere nemici, ma ora, mentre ci tocchiamo, fra noi non c’é nulla di insolito o di estraneo, ed io ho la sensazione netta che noi due, noi non siamo come gli altri, e questa sensazione si fa sempre più intensa, sempre più indiscutibilmente chiara, é come venisse dall’alto, un messaggio indirizzato a me; per noi non conta quanti ci guardano sconcertati o ci chiedono di non intralciare il passaggio, o quanti ridacchiano superandoci, forse perché non siamo in grado di modulare parole per loro, e nemmeno per noi stessi.”

Questo è un libro intenso come pochi. Ho finito di leggerlo tempo fa eppure riesco a scriverne solo adesso. “Gli invisibili” si intitola, perché i protagonisti, l’albanese Arsim ed il serbo Miloš, che vivono a Pristina in Kosovo, si guardano e si innamorano e sono costretti ad amarsi da invisibili. Può un grande amore essere o diventare davvero invisibile? La loro cultura non accetta questo amore “sbagliato”, sotto ogni profilo. E loro sono costretti a rubare tempo al tempo e a loro stessi.

Come si fa a scrivere di tutto il dolore che attraversa Arsim, forzatamente sposato e poi inaspettatamente padre? Come si fa a parlare di tutta la rabbia che lo assale per l’ingiustizia emotiva che subisce, di come sia frustrato come marito e come padre, di come non sappia scovare vie d’uscita? Come si fa a descrivere la mente di Miloš, la sua voglia di libertà, la leggerezza con cui accoglie Arsim? Come si fa?

La durezza del destino diventerà la loro, Arsim scapperà in un paese straniero e Milos si arruolerà come medico di guerra. Entrambi che conoscono la guerra, schiacciati dalla loro guerra emotiva sprofonderanno nel buio.

L’amore puro e profondo che condividono li salverà o li ucciderà?

Leggere Statovci é esperienza.

Con ogni pagina afferra le viscere e le fa vibrare e fa sentire il lettore un perfetto idiota perché gli schiaffeggia in faccia il vero dramma della vita. Questa grande passione che fa sognare si scontra brutalmente con la realtà, ed il lettore non può che soffrire.

Soffre anche con Ajshe, la moglie di Arsim, personaggio femminile fortissimo.

Questi personaggi educano, anche quando indisolngono, inoltre hanno un compito arduo: educare il lettore alla certezza che l’infelicità é quanto di più logorante esista.

Specie se conseguente ad un amore vero strozzato.

Questo libro va vissuto, a mente e cuore aperto…l’occasione per chi legge é ghiotta: coltivare empatia.

Per essere un giovane scrittore Statovci scrive con il sangue e sa solo scavare.

Brillante.

Profondo.

Sensibile al punto da rendere difficile credere che sia giovane.

Consigliato a chi ama le storie forti, a chi ama farsi scombussolare da un libro.

Recensione di Maria Elena Bianco

GLI INVISIBILI Pajtim Statovci

Feltrinelli KOBO Fomia maggio

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