CI RIVEDIAMO LASSÙ  Pierre Lemaitre

CI RIVEDIAMO LASSÙ  Pierre Lemaitre

CI RIVEDIAMO LASSÙ, di  Pierre Lemaitre

Recensione 1

1918: la Grande Guerra è ormai agli sgoccioli, i giochi sono fatti, i soldati aspettano con ansia di essere restituiti alla vita civile.

Ma c’è chi pensa che da questa guerra si possano ancora trarre vantaggi, anche mettendo a repentaglio la vita dei propri uomini in imprese tanto inutili quanto pericolose.

Albert e Edouard, che nella vita “normale” non avrebbero condiviso niente, si trovano accomunati dalle conseguenze nefaste di un’azione militare da cui escono segnati nel corpo e nella mente, ma che frutta l’ambita promozione al tenente che l’ha voluta a tutti i costi.

È l’origine di un rapporto tanto complesso da non poter essere definito: amicizia, dipendenza, senso di colpa, affetto, necessità, amore. Cosa lega il brillante Edouard al grigio Albert? Una volta tornati a Parigi, dove li porterà questo connubio?

Succede di tutto nelle circa cinquecento pagine di questo libro: scritto bene, scorrevole, con una caratterizzazione dei personaggi abbastanza completa.

Però il punto forte (anzi fortissimo) è la straordinaria capacità dell’autore di inventare una storia piena di eventi, fatti, intrecci e di tenerti incollata alle sue pagine.

Magari a libro finito qualche coincidenza ti apparirà un po’ forzata, qualche soluzione un po’ artificiosa; ti renderai sicuramente conto di aver letto uno di quei “polpettoni” popolari tanto di moda qualche decennio fa (più elegantemente fouilletton, non a caso parliamo di un autore francese), però che goduria, signora mia!

E se cinquecento pagine non bastano, pronti altri due libri per una trilogia che si preannuncia molto gustosa.

(I colori dell’incendio e Specchio delle nostre miserie)

Recensione di Elena Gerla

 

Recensione 2

Un bel romanzone tutto trama e ordito, che mi ha aiutato a staccare la spina qualche bella ora, in questo momento così drammatico.

 

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E’ una storia avvincente e ben costruita, mai banale; la tematica è importante, i personaggi ben caratterizzati tanto che, sono certa, resteranno a lungo nella mia memoria.

Il titolo “ci rivediamo lassù” è tratto dalla lettera che Jean Blanchard, un militare ingiustamente fucilato nel 1914, scrisse alla moglie; il romanzo infatti è ambientato nella Francia del dopoguerra e narra la vicenda di due soldati gravemente danneggiati, nel corpo e nella mente, dal primo conflitto mondiale.

Non ho potuto fare a meno di trovare delle rispondenze con quanto sta accadendo ora nel mondo.

 

Questi poveri soldati che hanno combattuto per la patria, non trovano al rientro alcuna accoglienza, anzi: la gente è quasi infastidita da questi reduci che ricordano ad ogni momento una brutta pagina di storia che si pretenderebbe semplicemente cancellare, le cui conseguenze si vorrebbe nascondere sotto al tappeto. Non vengono affatto accolti come eroi (i veri eroi d’altro canto, sono quelli morti al fronte, che vogliono questi?) e oltretutto devono subire una retorica ipocrita, pesante e pomposa, da parte dei politici che si riempiono la bocca di parole patriottiche ma che, nei fatti, non compiono alcuno sforzo per reinserire questa generazione perduta.

E quindi ecco, i protagonisti troveranno riscatto organizzando una truffa colossale ai danni di Comuni e cittadini, approfittando dell’enorme business che si è venuto a creare attorno ai monumenti ai caduti, dando vita a una storia commovente, anche ironica, che narra eventi fantasiosi ma fortemente ancorati a dati storici reali, plausibili. Il modo di approcciarci ai sacrari militari presenti in tante città, specie del Nord Italia, cambierà per sempre, vedrete.

 

Non ho potuto non chiedermi, mentre leggevo, se al termine di questa pandemia qualcosa di simile avverrà per le nostre vittime e per i nostri soldati al fronte, ossia i nostri operatori sanitari che si battono strenuamente per difendere il paese. Che ne sarà di loro, di noi, al termine di tutto questo?

Non aspettiamoci riconoscimento e gloria, ma vigiliamo affinché tutti questi sforzi non vengano cancellati con un colpo di spugna, seppelliti da una montagna di ipocrisia.

La storia insegna e questo romanzo, anche solo per questo, vale la pena di essere ascoltato.

Recensione di Nicoletta Tamanini

 

CI RIVEDIAMO LASSÙ, di  Pierre Lemaitre

 

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