BERLINO BRUCIA, di Volker Kutscher (SEM – settembre 2024)

Quinto appuntamento della serie dello scrittore tedesco Volker Kutscher con protagonista il commissario Gereon Rath.
Letti e apprezzati i primi quattro volumi, “Il pesce bagnato” (o “Babylon-Berlin”), “La morte non fa rumore”, “Goldstein” e “Il tempio del piacere”, ho proseguito con il volume cinque, “Berlino brucia”, ambientato alcuni mesi dopo le vicende narrate nel quarto libro, più precisamente tra il febbraio e il maggio dell’anno 1933.
La vicenda si apre a Colonia, città natale del commissario Gereon Rath, che, festeggiato il carnevale con l’amico di sempre Paul, la mattina successiva dovrà gestire i postumi una grave sbornia, la donna sbagliata nel letto e una telefonata da Berlino: “Il Reichstag è in fiamme, rientrare alla base! Divieto di ferie immediato!”
Tornato a Berlino, Rath è coinvolto nella caccia da parte della polizia politica ai comunisti, ritenuti i responsabili dell’incendio, in più gli viene affidato il compito di risolvere una misteriosa serie di omicidi che stanno decimando alcuni veterani di guerra. Per rendere ancora più intricata la vicenda, Kutscher fa entrare in gioco anche il boss della malavita berlinese J. Marlow, cui Gereon deve più di un favore, e per cui dovrà attivarsi con lo scopo di liberare un suo “socio in affari” dalle grinfie delle SA.
In questo quinto volume della serie, la vita privata di Gereon conosce una svolta: il commissario finalmente convola a nozze con la fidanzata di lunga data, Charlotte “Charlie” Ritter, aspirante commissaria di polizia, coinvolta anch’essa in via “ufficiosa” nella caccia all’assassino di veterani della Grande Guerra.
E ora l’elemento storico che tra queste pagine trova ancora più spazio rispetto ai volumi precedenti: dall’incendio del Reichstag, alle elezioni del 5 marzo, al rogo dei libri di maggio, questi eventi si snodano in un clima di sempre maggior terrore e diffidenza reciproca, dove non c’è più posto nella polizia e nei posti di potere per gli ebrei e per la vecchia classe sociale che si rifiuta di sostenere la Rivoluzione nazionalsocialista e di lavorare per il progresso e lo splendore della Nuova Germania, un Paese dove sembrano essere diventati tutti nazisti, dal collega e amico di Graf che andrà a lavorare nella Polizia politica (quella che diventerà la Gestapo), alle colleghe e superiori di Charly, fanatiche sostenitrici del Fuhrer.
Se Gereon, testimone di questa trasformazione, sembra illudersi che le cose presto torneranno quelle di una volta, Charly dimostra di possedere una consapevolezza e una lungimiranza che le permetteranno di osservare con sguardo critico e lucido ciò che sta avvenendo nella società tedesca.
Terminato “Berlino brucia”, il mio viaggio nella Berlino di Gereon Rath si deve purtroppo fermare … il sesto libro della serie non è stato ancora tradotto e pubblicato in Italia, così non posso far altro che attendere trepidante la sua uscita
Recensione di Valentina Ferrari


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