Volker Kutscher, Il pesce bagnato (o Babylon Berlin)

Su consiglio dell’amministratore del gruppo (che ringrazio), ho letto il romanzo storico-poliziesco “Il pesce bagnato”.
Inizio con il raccontare qualcosa sul suo autore, Volker Kutscher… si tratta di uno scrittore tedesco di Colonia, che, dopo gli studi di Letteratura tedesca, filosofia e storia, ha lavorato come giornalista, per poi intraprendere la carriera di scrittore; è noto per i romanzi con protagonista Gereon Rath, ambientati a Berlino tra il 1929 e il 1938. In Germania, la serie è già stata pubblicata per intero, mentre in Italia siamo “fermi” al quinto volume. Ai romanzi di Kutscher è ispirata la serie Sky “Babylon Berlin” che è alla sua quinta e ultima stagione, adesso in produzione.
Qualcosa ora sul protagonista del romanzo, il commissario Gereon Rath, non un eroe e non moralmente e politicamente incrollabile, così da essere assolutamente realistico.
In questo primo volume, il cui titolo, nel linguaggio della polizia di Berlino, indica un caso irrisolto, lo troviamo nella capitale della Repubblica di Weimar, dove è stato trasferito da pochi mesi dalla città di Colonia, passando dalla sezione Omicidi della Polizia criminale alla Buoncostume. Veniamo a scoprire che, dietro a questa decisione, che comporta per il nostro protagonista una regressione di carriera, c’è un incidente (di cui non dirò molto di più) che l’ha visto vittima, sei mesi prima a Colonia, di una campagna diffamatoria montata dalla stampa cittadina.
Alla Buoncostume, Gereon si occupa di locali notturni clandestini, prostituzione, pornografia, spaccio e uso di droghe, abitudini non insolite nella Berlino di quegli anni (siamo nel 1929). Ben presto, però, si troverà coinvolto in un caso di omicidio: il cadavere di un uomo, orrendamente torturato e alla guida di un’auto rubata, viene ripescato in un canale cittadino. Il rinvenimento lo coinvolge personalmente e lo porterà ad un’indagine parallela e nascosta rispetto a quella ufficiale della Buoncostume, un’indagine intricatissima e piena di colpi di scena… Non manca nemmeno l’elemento rosa, infatti ben presto Gereon farà la conoscenza della bella e ambiziosa stenografa Charlotte Ritter, impiegata alla sezione Omicidi. Oltre a lei, tra i nuovi colleghi e superiori, c’è chi lo stima, chi lo detesta, chi lo aiuterà ad ambientarsi in città, chi tenterà di mettergli i bastoni tra le ruote …
Concludo quindi descrivendo l’ambientazione storico-geografica: i fatti si svolgono a Berlino, città descritta con una precisione toponomastica notevole, nella primavera del 1929, in una Germania che stava vivendo un periodo di crescita economica importante e si stava risollevando dalle conseguenze della Grande Guerra; il partito nazista già esisteva ma non riscuoteva ancora larghi consensi tra le masse (cosa che accadrà dopo la crisi del ’29), anche se nel libro troviamo già accenni ad organizzazioni paramilitari come le SA, accanto a personaggi fanatici sostenitori di Hitler; in questi primi mesi del ’29, a fare decisamente più paura sono i rossi, i comunisti, protagonisti di sanguinosi scontri con la polizia di Berlino, nei giorni passati alla Storia come “il maggio di sangue”, quando la manifestazione del Primo maggio organizzata dal KPD, il Partito Comunista Tedesco, fu repressa dalla polizia controllata dal Partito socialdemocratico al governo. Questo clima e questa atmosfera di tensione e paura sono ben descritti nel romanzo e preannunciano quella che sarà la fine della Repubblica di Weimar, di lì a qualche anno.
Il romanzo, assolutamente nelle mie corde, mi è talmente piaciuto che mi appresto subito alla lettura dei successivi, seguendo l’ordine cronologico degli eventi narrati: dopo “Il pesce bagnato” (che troviamo anche con l’omonimo titolo della serie Sky “Babylon Berlin”, come nell’immagine), “La morte non fa rumore”, “Goldstein”, “Il tempio del piacere”, “Berlino brucia”.
Recensione di Valentina Ferrari


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