«ANDAI PERCHÉ CI SI CREDE». Il testamento dell’anarchico Serantini Michele Battini

«ANDAI PERCHÉ CI SI CREDE». Il testamento dell’anarchico Serantini, di Michele Battini (Sellerio – febbraio 2022)

 

A distanza di quarant’anni dalla lettura de “Il sovversivo” di Corrado Stajano, edito da Einaudi nel 1975, mi trovo a leggere la stessa storia con un carico di vita sulle spalle ed una disaffezione forte nei confronti della politica. A 18 anni credi di poter cambiare il mondo e credi che la tua idea di evoluzione dei valori possa realizzarsi in un qualcosa di eticamente giusto, credi di poter dare un tuo contributo civico alla società di cui fai parte fino a che, ad un certo punto, ti fermi e ciò avviene non perché lo vuoi ma perché non c’è alternativa al male e alla corruzione e ti trovi a 58 a rievocare fatti ed eventi conosciuti e tristi con la rassegnazione di chi osserva un mondo mai cambiato.

La storia raccontata nel libro di Michele Battini è quella del giovane anarchico Franco Serantini che in quel di Pisa morì nel 1972 in carcere a seguito della sua partecipazione ad una manifestazione. L’autore, con una struttura molto simile a quella della tesi di laurea, denuncia i fatti legati alla morte del giovane presentando una ricca documentazione bibliografica utile a capire nel dettaglio il contesto politico pisano di quegli anni, gli avvenimenti in Italia, e l’evoluzione del caso Pinelli accaduto prima della morte di Serantini. È un libro denuncia come lo fu il sovversivo di Stajano e Pinelli, una finestra sulla strage, di Camilla Cederna, di Feltrinelli, 1971 (letto anche questo a 18 anni), un testo necessario a raccontare un’altra verità, quella di chi anarchico giovane e figlio di NN, non aveva protezione da parte della politica costituzionale e da cane sciolto si muoveva solo in un mondo in cui diventava difficile difendere la propria dignità di pensiero.

Alla fine di questa lettura pensi a tante cose, in realtà ho detto ben poco in queste righe, ti rimane l’amarezza di morti evitabili, pensi che serva sempre scrivere e dire quello che si pensa… Alla domanda del perché fosse andato a quella manifestazione rispose: andai perché ci si crede. Ecco il senso del titolo. Invito sempre a leggere, leggere apre la mente ed arricchisce la nostra cultura. Leggete anche questa storia se ne avete voglia… Buona serata

Recensione di Maria Bal

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