ACIDO SOLFORICO Amélie Nothomb

ACIDO SOLFORICO Amélie Nothomb Recensioni Libri e News UnLibro

ACIDO SOLFORICO di Amélie Nothomb (Voland)

Ho sentito parlare tanto di questa autrice e così, quando sono andata in libreria e mi sono trovata letteralmente faccia a faccia con questo libro, l’ho preso e l’ho portato a casa con me. È piccolino e si legge in un attimo ma… Mi ha dato grande, grandissima soddisfazione.

L’argomento è di grande attualità e mette a nudo quella che è la bruttezza dell’animo umano nelle sue varie sfaccettature. I reality sono all’ordine del giorno, oggi, ce ne sono davvero di tutti i tipi. Immaginatene uno che si chiama “concentramento” e fa rivivere in tutto e per tutto le atrocità dei veri lager nazisti, con tanto di kapò ed eliminazioni reali.

ACIDO SOLFORICO Amélie Nothomb Recensioni e News UnLibroL’unica differenza è il pubblico da casa, il televoto e centinaia di telecamere… E così la Nothomb mette in evidenza una delle “malattie” della nostra società, una delle più frequenti, che finge di “deplorare la sofferenza – spettacolo, ma non perde mai una puntata”. È portata all’estremo, ovviamente, ma non si discosta poi così tanto dalla realtà. E fa arrabbiare, a volte. Come è possibile guardare quell’orrore senza fare niente? Quando una cosa fa odience, per brutta, disumana o insulsa che sia, non c’è niente da fare, lo spettacolo va avanti. È l’eterna lotta tra bene e male.

L’eroina del romanzo, Pannonique, cerca in tutti i modi di salvare se stessa e i suoi compagni da una fine atroce e lo fa in modo così forte e allo stesso tempo così dolce e delicato, che non puoi fare a meno di amarla. Come anche non puoi non provare disprezzo verso la kapò Zdena, per la sua stupidità e crudeltà. La decisione di darsi del “lei” da parte dei prigionieri, poi, l’ho trovata veramente fantastica. È l’unico modo per restare umani e civilizzati. E l’importanza del nome? In un luogo in cui tutti sono identificati con un numero, è il nome che fa la differenza, è l’unica cosa che ti identifica come persona.

È un romanzo davvero carino e mai irrispettoso, nonostante il terribile argomento di cui si occupa.

Recensione di Sara Pisaneschi

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