2001 ODISSEA NELLO SPAZIO Arthur C. Clarke

2001: ODISSEA NELLO SPAZIO – ARTHUR C. CLARKE Recensioni UnLibro

2001 ODISSEA NELLO SPAZIO, di  Arthur C. Clarke

“Che cos’è la scimmia per l’uomo? Un oggetto di riso e di
dolorosa vergogna. E così è l’uomo per il superuomo: un
oggetto di riso e di dolorosa vergogna”.
F. Nietzsche, Così parlò Zarathustra

2001: ODISSEA NELLO SPAZIO – ARTHUR C. CLARKE Recensioni e News UnLibroDa figlia di un appassionato di fantascienza mi sono cimentata in un classico del genere. E’ stato interessante per me scoprire che questo libro sia stato scritto prima che l’uomo mettesse piede sulla Luna. Certo, i tempi erano già maturi e sicuramente in certi ambienti non si parlava d’altro che della spedizione che di lì a poco sarebbe approdata sul satellite ma mi ha colpito la conoscenza dello scrittore prima di tutto questo.
Dal Pleistocene ai giorni nostri. Che cosa unisce le due epoche a parte l’uomo? Uno splendido monolite nero, AMT-1, che compare all’improvviso nel paesaggio dell’uomo della pietra Guarda-la-luna e che sembra cambiare il corso delle cose. Una sensazione di insoddisfazione, di incompletezza che in lui si sprigiona, lui, che prima cerca solo del cibo dalla natura attorno, impara a cacciare e diventa sempre più esigente, sempre più feroce. “ Un piccolo passo verso l’umanità” , una nuova consapevolezza, nuovi occhi per ciò che lo circonda. Come se quel monolite avesse svegliato coscienze prima sopite. Una versione del mito della caverna di Platone. Un pensiero che alimenta l’uomo e crea potenza.
Ritroviamo il monolite sulla Luna, sotterrato in uno dei crateri. Adesso l’uomo è in grado di chiedersi che cosa sia, studiarlo e fare delle supposizioni sulla sua installazione e sull’eventuale presenza di extra-terresti che lo abbiano collocato. Il monolite, la prima prova di un’intelligenza fuori dalla Terra databile a tre milioni di anni fa, sembra avere una specie di campo magnetico gravitazionale che manda flussi attraverso l’universo che finirebbero vicino Saturno. E’ lì che una spedizione è diretta, per studiare eventuali presenze, capire di cosa si tratta.
Siamo davvero così pieni di noi da pensare di essere i soli nell’universo? Perché dovremmo, se l’universo è davvero così grande?
Attraverso la spedizione alla ricerca di nuove forme di vita nell’universo scopriamo lo spazio, lo schiacciante silenzio che esiste in esso, l’intelligenza artificiale HAL 9000, e le prove di coraggio e la curiosità del dottor Bowman, l’uomo-arco, l’arco verso due universi, verso due mondi, due tipi di intelligenze diverse, verso la storia.
Il libro indaga l’universo, la nascita di esso e dell’uomo. Lascia dei sospesi, degli interrogativi, crea dei sospetti ma è così che deve essere, fino al momento finale.

“ll libro è soltanto frutto dell’immaginazione. La verità, come sempre, sarà di gran lunga più strana”.

Recensione di Luciana Galluccio

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