ZORBA IL GRECO, di Nikos Kazantzakis (Crocetti)
Nella cornice felicemente ingombrante di una Creta selvaggia ed ancestrale, di mare limpido, notti stellate e paesi isolati ed antichi, un giovane letterato benestante, “il padrone”, si improvvisa imprenditore di miniera, assoldando a suo capomastro un tale Zorba, uomo dalle mille vite, oltre la mezza età ma con la vitalità di un ragazzino.

Nasce un’ amicizia profonda e sincera, indissolubile, schietta, umana, che sarà la fonte di messa in discussione di tutte le utopie ed idee di vita del padrone.
È la messa in scena del profondo umano, dei demoni che lo governano e forse da cui sceglie farsi governare. Il padrone, ossessionato dal raggiungimento della buddithà in vita, vive agli occhi di Zorba in realtà una non vita, fatta di tante teorie lette e poca esperienza.
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Zorba, coi suoi racconti affascinanti, con la sua semplicità, schiettezza, con i suoi balli, con l amore del buon cibo e per le donne, con il suo essere ormai a proprio agio col bene e col male, con istinti, slanci elevati e meschinerie del proprio essere, mostra al padrone la vera essenza dell’illuminazione.
Spietato nei suoi giudizi ma naturalmente compassionevole, Zorba vedrà nel padrone qualcuno e qualcosa che forse nella propria esperienza umana mancava, mentre agli occhi del padrone Zorba stesso apparirà come la chiave per darsi la possibilità di spalancare qualche porta.
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Zorba semplicemente è, ed è sempre stato, non fa ed è sempre attivo, in una coscienza-non coscienza di sé che commuove, regalando slanci di ignara umiltà, piena vitalità ed amore per la vita.
Un libro stupendo, che consiglio vivamente, fatto di amore e vita, nella sofferenza e nella gioia, che può essere per tutti noi un romanzo di formazione per quell’adulto insoddisfatto che ci portiamo dentro.
Recensione di Valerio Pinchiurri
ZORBA IL GRECO Nikos Kazantzakis

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