TUTTO CIÒ CHE È SULLA TERRA MORIRÀ Michel Bussi 

TUTTO CIÒ CHE È SULLA TERRA MORIRÀ M. Bussi 

TUTTO CIÒ CHE È SULLA TERRA MORIRÀ, di Michel Bussi

 

Volete rivivere le emozioni del Codice Da Vinci e di Indiana Jones e perdervi nelle terre attorno al Monte Ararat alla ricerca dell’Arca di Noè, della favolosa esistenza degli unicorni e dei misteri che nasconde il mito del diluvio universale? L’ultimo lavoro di Michel Bussi può fare per voi.

Nella prefazione lo scrittore afferma che l’idea di questo libro gli è venuta già all’età di 15 anni, poi che la prima uscita in Francia avvenne sotto uno pseudonimo, sino ad arrivare al 2019 quando l’opera è stata edita col vero nome dell’autore nella versione che giunge a noi nel 2021: una elaborazione meditata, possiamo dire!

Il grosso volume di oltre 600 pagine, che si fa leggere con seduzione anche nei momenti di fantasia un po’ azzardata quando utilizza l’arrivo del ‘deus ex machina’ per sciogliere un intrico fattosi ingarbugliato, vive sulla combinazione tra antiche scritture, interessate complicità di grandi religioni, culti dimenticati, miti ancestrali cancellati dalle confessioni ufficiali, affari, criminali violenti e docenti universitari apparentemente inermi, arcaiche tribù di pastori a guardia di remoti segreti, inseguimenti mozzafiato nel fascino del mondo orientale tra Kurdistan e Armenia un tempo culla della civiltà e ora nazioni perseguitate, pericoli incombenti evitati per un soffio, cattivissimi in apparenza vincenti ma più volte messi alle corde e … qualche tocco d’amore.

Insomma, un attraente e ricco ‘divertissement’ con, a margine, un merito attuale. Il fatto, cioè, di promuovere valori di attenzione all’ambiente in un momento nel quale questi principi stanno assumendo un vigoroso rilievo nei progetti di uscita dalle secche della pandemia: non è male se, nello svago di leggere un libro non particolarmente impegnativo, troviamo anche lo spazio per auspicare un mondo migliore.

Michel Bussi è un autore che ha il pregio di variare soggetto e protagonisti ad ogni sua opera, senza fossilizzarsi in un solo personaggio. Compositore di thriller di successo come il non dimenticato ‘Ninfee nere’, ma anche di fantasy col suo recente ‘La caduta del sole di ferro’, in questo ultimo lavoro mescola i due generi e ci fa vivere la tensione del giallo combinata con l’immaginario dell’avventura.

Un libro elaborato col riconosciuto mestiere da questo docente di Geografia nell’Università di Rouen, che lo colloca senz’altro tra gli accreditati scrittori europei di genere.

Recensione di Giovanni Rossi

TUTTO CIÒ CHE È SULLA TERRA MORIRÀ, di Michel Bussi

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