TORNARE A GALLA Margaret Atwood

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TORNARE A GALLA, di Margaret Atwood

《Dovevo essere normale allora, ma dopo mi ero lasciata tagliare in due. Una donna segata in due dentro una cassa di legno, in costume da bagno, sorridente, un trucco di specchi, l’avevo letto su un giornalino; solo che con me c’era stato un incidente e mi ero spaccata.
L’altra metà, quella sottochiave, era la sola che poteva vivere; io ero la metà sbagliata, staccata terminale.》

 

TORNARE A GALLA Margaret Atwood

Commento

Questo libro racconta una storia ad ognuno di noi lettori: apparentemente la storia non cambia mai, ma in realtà a ciascuno dice qualcosa di diverso.

C’era una volta una figlia, che ad un certo punto va via di casa, senza nemmeno spiegarne bene le ragioni, ed ora torna in quella stessa casa, a cercare il padre, che pare sia scomparso.
Questa è l’impalcatura che, come dicevo, è uguale per tutti.
Cosa significa, mi sono chiesta io, per una persona tornare dopo tanti anni nel luogo della propria infanzia a cercare il padre?

 

 

La cerca di questa donna la porta alle origini, laddove tutto è cominciato, ma non solo. Lei torna in un luogo che è rimasto tale e quale. Quel luogo l’ha attesa per tanti anni, fiducioso di vederla tornare perché fuggire significa lasciare qualcosa in sospeso e quel qualcosa prima o poi va risolto.

Il luogo in questione è un posto sperduto nel Quebec, in mezzo ad un lago dove nessuno abita. L’autrice ci dipinge talmente bene questo posto selvaggio, che si sente l’eco dispiaciuto dell’abbandono.
La protagonista lo sente e avverte che i suoi cari hanno lasciato qualcosa per lei proprio lì con la certezza che al momento giusto lei sarebbe tornata.

 

 

I genitori avevano ben presente ciò che lei aveva lasciato e lo hanno custodito con cura fino al suo ritorno. Non si può vivere spaccati in due: prima o poi le due parti dovranno ricongiungersi, non importa con quanto dolore.
Questa è la storia di una donna che fa pace con la Vita.

Suo padre così solitario e taciturno, le ha lasciato indizi, segnali che la guideranno in quella cerca che lei sola potrà compiere. Anche sua madre ha lasciato qualcosa per lei. Quella Madre morta dopo una lunga malattia ha sistemato nei bauli le sue cose, ma ha lasciato due quaderni in un luogo in cui la figlia prima o poi li avrebbe trovati, non importa

 

quando.

 

Questa è la storia di tutte le donne che diventano Madri. La consapevolezza di essere in grado di “dare la Vita” è una Strada tortuosa, dolorosa, difficile. E’ il cammino di lei in mezzo all’isolotto invaso dalla natura alla ricerca disperata di un padre scomparso… dell’origine di sè e della comprensione che tutto può ancora accadere…

Un libro splendido e commovente che va letto, digerito e interiorizzato prima di poterne parlare.

Recensione di Rita Annecchino

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