PULCE NON C’È Gaia Rayneri

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PULCE NON C’È, di Gaia Rayneri
È la storia vera di ciò che è successo alla famiglia dell’autrice, Gaia Rayneri, figlia di due medici dell’ASL torinese e sorella maggiore di Margherita detta affettuosamente ‘Pulce’.
CENNI DI TRAMA
Pulce è autistica. Ha 9 anni e non parla. È rallentata nei movimenti ed esce da scuola, per questo motivo, 5 minuti prima che suoni la campanella: i suoi movimenti lenti e impacciati, potrebbero impedire il veloce fluire degli altri alunni dal portone d’ingresso, che potrebbero anche travolgerla e farle male.
È sua madre Anita che la va pazientemente a prendere tutti i giorni, portando con sé un enorme Panda di peluche donatole dal WWF, replicato quando Pulce ha mostrato di preferirlo a tutti gli altri pupazzi che possiede. Insieme a Panda, Pulce però preferisce sole altre due cose: la focaccia al sesamo e il tamarindo. La focaccia gliela porta la mamma all’uscita di scuola, mentre il tamarindo lo usa, da tempo, come unica bevanda.
L’uscita da scuola che mamma Anita inscena per lei è sempre un po’ teatrale: sa che la bambina si nasconde perché le piace esser cercata, ma non quel giorno. Pur con una focaccia enorme e in compagnia di Panda, PULCE NON C’È. Mamma Anita non troverà più la sua piccola a scuola. Al suo posto l’aspettano, con due facce torve, la maestra Popi, come la chiama Pulce, e una giovane e severa educatrice, Gelsomina Benfatto, la quale le comunicherà che il Tribunale dei Minori, per ordini superiori, ha disposto, per il bene di Margherita (guai a chiamarla Pulce!), che la bambina fosse allontanata dalla famiglia fino a ordine successivo. Pulce, nel frattempo, sarebbe stata in un luogo sicuro e protetto, fino a quando le cose non si fossero chiarite e si fosse deciso come procedere.
Quando la dottoressa Anita Camurati torna a casa, distrutta, trova la figlia maggiore, Giovanna, a fare apparentemente i compiti.
Finalmente al telefono la donna riesce a sapere qualcosa: sua figlia è in una comunità sicura e protetta da chiunque le voglia far del male. Ma chi in famiglia osa far del male a Pulce? Tutti l’adorano! Nonostante la gravità della situazione che l’accompagna, a nessuno pesa la sua muta ma imponente presenza.
La bambina, viene a sapere la donna dal collega dei servizi sociali, è stata allontanata per salvaguardare la sua incolumità. Sarà, quindi, il caso di prepararle una valigia con le medicine e i vestiti. A tale esortazione la mamma sottolinea, tumultuosamente, di tener presente che Pulce è autistica, non parla, ma sa esprimersi con un sistema particolare di comunicazione: l’aumentativa o facilitata…
La vicenda narrata è una storia vera raccontata dalla sorella Gaia, la quale, nel romanzo, è la tredicenne Giovanna, la bislacca cicciottella adolescente, sempre avvolta in tute sportive, che vive tra personaggi immaginari e merendine bulimicamente ingurgitate di nascosto; tra i continui tentativi di portare a termine una dieta di mamma Anita e le discussioni accese con nonno Vittorio, con qualche colorita parola di troppo di papà Gualtiero; tra le bugie (frittelle) di nonna Carmen e le manie dell’altra nonna, la vita della famiglia Camurati/Rayneri è andata avanti in questo modo per anni, fino al famoso giorno, che, al danno, aggiunse anche la beffa del clamoroso equivoco.
PULCE NON C’È è la ben riuscita opera prima di Giovanna/Gaia, la quale, in questo simpatico volumetto, usa un linguaggio leggero e ironico per descrivere perfino le situazioni più tragiche con una comicità tale che rasenta l’assurdo. Come nell’esilarante drammatico episodio del sequestro, da parte del Tribunale dei Minori, di tutto il materiale riguardante Pulce, tenuto in casa.
E che dire delle descrizioni delle educatrici, definite ‘donna-soldato’, simili a un gendarme tra i più austeri? O come quella del mondo immaginario di Giovanna, popolato da personaggi di fantasia perfino saggi, pur nell’ingenuità di ragazza, come nel caso del ‘signor Kafka’?
ATTUALMENTE
Adesso sono passati diversi anni. Pulce, dopo la pubblicazione del libro, nel 2009, per i tipi di Einaudi, è tornata a casa, ma la sua famiglia è rimasta sotto osservazione per un bel po’, nonostante tutto.
Sua sorella ora vive tra Londra e Torino e scrive ancora! Solo staccandosi da una situazione familiare così pesante ha trovato il coraggio di narrare la storia, come avrebbe sempre voluto fare suo padre.
L’omaggio a Pulce, l’omaggio al dramma raddoppiato dalla beffa, che i suoi genitori ed ella stessa hanno vissuto, Gaia Rayneri l’ha espresso mirabilmente in questo bellissimo tributo assolutamente da leggere e che ha ricevuto ben tre premi nel 2010.
Nel 2014, invece, è stato lanciato nelle sale, la versione cinematografica per la regia di Giuseppe Bonito.
Recensione di Lena Merlina
PULCE NON C’È Gaia Rayneri

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