PRIMA PERSONA SINGOLARE Murakami Haruki 

Feltrinelli KOBO Fomia maggio

PRIMA PERSONA SINGOLARE, di Murakami Haruki  (Einaudi – marzo 2021)

 

Prima persona singolare è l’espressione dell’autore che con questa raccolta di racconti mette in gioco sé stesso con la sua persona e con il suo io, e che mai come in questa opera racconta sé stesso e il suo modo di guardare il mondo, attraverso le sue sensazioni.

Emozioni che affiorano, come frammenti di vita vissuta dai ricordi della sua memoria.

È difficile spiegare cosa e come la percezione di vecchi ricordi affiorano alla memoria improvvisamente, mossi, e rimessi in vita forse dalla combinazione di numerosi elementi che collaborano alla catalizzazione di quella stessa emozione; e come il perlage di un vino pregiato che libera in superficie le sue bollicine a sprigionare aromi e sentori, così i ricordi si svincolano da quella trappola che a lungo li trattiene nelle buie tortuosità della mente e appaiono limpidi dinanzi ai nostri occhi.

Brandelli di memoria, forse anche insignificanti, che rimangono indefinitamente intrappolati nella rete dei ricordi come tra le pagine di un libro, ricoperti dalla sottile polvere del tempo che leggera li veste, ma come le parole impresse, fatte di inchiostro, giungono alla mente dopo che il vento ha spazzato via l’oblio, così come schegge di vita vissuta, ritornano alla luce di una esistenza che fu, e che in seguito a sensazioni pungenti, rinascono per dare un senso ad infinite reminiscenze.

A volte, cerchiamo disperatamente nel baule della nostra memoria, e riportiamo alla luce ricordi dimenticati dal tempo, sensazioni spesso avvolte dal mistero e soprattutto da una nebbiosità che oscura e offusca il senso di quelle stesse percezione, intuizioni che inconsciamente rimoviamo per non riportare al chiarore schegge di vita sgradevoli, imbarazzanti, ma questi, senza voleelo, ritornano in superfice solo perché rimessi in vita da piccoli gesti, odori penetranti, luci rivelatrici o suoni annunciatori di emozioni abbandonati alla memoria dei ricordi.

Rammenti che spesso, sanno anche scaldare il cuore, donando pace ad una coscienza che trova una tregua solo nella rimembranza dei suoi amori passati, anche se associati ad un mondo che forse lontanamente ci appartiene.

Evocazioni di atmosfere che come le note di una sinfonia di Schumann riemergono in superficie; emozioni che si schiudono come il germogliare di un fiore racchiuso tra le esigue parole di un componimento Tanka.

Rivelazione di un mondo che comprende in esso un universo immenso, e che occulta realtà dimenticate, pronte a rivelarsi quando la vita inizia a graffiare indelebilmente sulla propria pelle, affondando le unghie nel proprio io.

Quell’io che diventa un mistero, e che cerca di trovare la soluzione nei suoi personaggi e nei racconti legati ad essi; un’entità che assume aspetti diversi, celati come da una maschera e che si rivela a tratti nascondendo l’enigma di una corrispondenza che pur nella sua consapevolezza vede necessaria l’esigenza di una doppia identità.

Una che abita nel ricordo, e l’atra che vive legata agli attimi di quello stesso istante. Contraddizione e inquietudine che contraddistingue ogni essere uomo.

Ma cosa sono i ricordi, se non la consapevolezza di attimi, persone o sensazioni che segnano il loro addio nelle tenebre di una notte, e forse restano ad attendere un’alba che insegue labili memorie di un tempo indefinito.

Frammenti di vita di un autore che rammenta memorie racchiuse in quel proprio io, soggetto che si svela attraverso la scrittura e le sue passioni, attraversando un mondo che sfiora il reale e sfocia nell’onirico. Trascendenza di un Murakami che è fedele alla sua linea narrativa anche quando si racconta, attraverso quell’io racchiuso nella “Prima persona singolare”.

Esigenza che non trova un filo razionale in conclusioni o dialettiche di una narrazione o di una trama, ma che scorge una logicità nell’armonia dell’insieme, raccontando sé stesso con la sua prosa e i suoi fraseggi, eufonia di una musica che sfiora la pelle e arriva ad emozionare ogni memorabile coscienza.

Un bouquet composto da otto fiori diversi, quello che l’autore ci offre, dove il lettore si accosta ad esso percependone i profumi e le essenze, la consistenza e la fragilità che ne derivano. Sostanze che evocano immagini e scene di un passato, odori e note che lasciano il ricordo di una gioventù lontana, e che solo ora riaffiorano alla mente come rammenti di un tempo mai cancellato.

Buona lettura.

Recensione di Giuseppe Carucci

PRIMA PERSONA SINGOLARE Murakami Haruki

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