MARTIN CHUZZLEWIT Charles Dickens

MARTIN CHUZZLEWIT, di Charles Dickens (Adelphi)

Martin Chuzzlewit è un vecchio ricco che vive nel timore che i suoi tanti parenti gli stiano vicini esclusivamente per interesse e per questo si fa assistere in tutto e per tutto da Mary, una giovane orfana disinteressata; quando però il suo nipote omonimo, e legittimo erede, si innamora della ragazza il vecchio, per timore che questa unione possa rendere i servigi dell’orfana meno disinteressati, lo disereda e lo scaccia di casa. Il giovane Martin trova alloggio e potenziale lavoro presso Seth Pecksniff, un architetto apparentemente virtuoso ma in realtà ipocrita, subdolo e approfittatore, un individuo che non esita ad appropriarsi dei progetti dei suoi apprendisti. In seguito a contrasti con quest’ultimo il nostro cercherà fortuna in America per poi tornare in patria e cercare di rimettere a posto la sua vita.

Scritto in seguito al suo viaggio nel Nuovo Mondo, questo romanzo si rivelò inizialmente un fallimento commerciale, tanto da determinare una rottura con gli storici editori, e anche il quadro non esattamente amichevole del popolo americano non contribuì di certo alla sua fortuna (come dimenticare il passaggio in cui Martin vede la bandiera americana e si rende conto che è solo un pezzo di cotone di bassa qualità). L’opera è in realtà piuttosto interessante, in molti punti avvincente, e ancora una volta ci regala personaggi dalle mille sfaccettature che si rivelano a poco a poco: tanto carismatico all’apparenza il viscido Pecksniff quanto enigmatiche le sue due figlie, tanto irruento Martin Junior quanto affascinante nella sua nobiltà d’animo il giovane servitore di Pecksniff Tom Pinch; e oltre a questi tante sono le figure più o meno importanti che intrecciano le loro vicende a quelle dei protagonisti.

Il vero difetto di questo romanzo è forse la sua prolissità: molti passaggi appaiono messi lì a forza, e la stessa prosa pare risentirne, risultando più ostica, la parte ambientata in America in particolare ha diversi spunti interessanti ma si perde in tanti episodi interminabili e lunghi dialoghi che sembrano non arrivare da nessuna parte. A conti fatti rimane un grande romanzo, sicuramente coraggioso come traspare dal poco velato atto di accusa contro il concetto americano di “libertà”, fin troppo attuale nelle sue mille contraddizioni, ma con alcune pecche che ne rendono la lettura piuttosto faticosa.

Recensione di Enrico Spinelli

MARTIN CHUZZLEWIT Charles Dickens

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