L’UOMO DAI CERCHI AZZURRI Fred Vargas

L'UOMO DAI CERCHI AZZURRI Fred Vargas recensioni Libri e News UnLibro

L’UOMO DAI CERCHI AZZURRI, di Fred Vargas

Sinossi

Sui marciapiedi di Parigi vengono tracciati da mesi strani cerchi con il gesso azzurro. In mezzo ai cerchi, un tappo, un portachiavi, un gatto… Giornalisti e psichiatri si divertono a discuterne, ma il commissario Adamsberg, appena trasferito a Parigi, pensa che non ci sia proprio nulla da ridere. Lui lo sente, lo sa, che quei segni trasudano crudeltà. E aspetta. Aspetta che nel cerchio azzurro compaia il primo cadavere.

Commento

Come ogni saga che si rispetti, il primo libro è il trampolino di lancio. Serve all’autore (autrice in questo caso) per introdurre i personaggi e a far innamorare il lettore, tanto da indurlo a continuare a leggere. Ci vuole perciò una storia accattivante e una trama “golosa”.

L'UOMO DAI CERCHI AZZURRI Fred Vargas recensioni Libri e News UnLibroSi capisce fin da questo primo libro, invece, che si tratta di una narrativa poliziesca particolare.
Ci allontaniamo dal thriller, avvicinandoci, come da brava tradizione francese, al noir, che, a mio avviso, è un genere parecchio pericoloso. Non essendoci l’azione che aumenta il ritmo, alimentando la fame del lettore di scoprire il colpevole, rischia spesso di rallentare troppo, facendo azzerare la curiosità.

Lei fin dalle prime pagine ci presenta un commissario abituato ai giri di parole, ai ragionamenti strambi, alla lentezza, allo sguardo neutro.

Tutte caratteristiche che renderebbero il nostro Adamsberg, anzi, chiunque le possieda, tutt’altro che interessante. E invece… Con Adamsberg non ci sono vie di mezzo: o è amore a prima vista, o è odio profondo.

Io mi sono pazzamente innamorata di lui e del suo modo di ragionare.
In questo primo libro non è la psicologia del colpevole, su cui ruota tutta la vicenda, che colpisce, ma la psicologia dei personaggi apparentemente di contorno.

Mathilde diventa immediatamente la Regina indiscussa e non solo per Danglard, ma anche per il lettore. Il cieco bello, la persona più gretta e brutta di questo mondo, come arriva nel palazzotto della Regina cambia completamente. Mi correggo, lui non cambia, rimane il pendaglio da forca che è . Però chi legge rimane abbagliato da questo strano personaggio.

Addirittura la vecchia Clemence coi suoi appuntamenti falliti più che tenerezza, genera ammirazione nel lettore. E Camille, di cui non sappiamo praticamente nulla, essendo la protagonista principale dei farneticamenti di Adamsberg, diventa personaggio fondamentale.

E il colpevole? Sparisce, inghiottito da tutto il resto.

L’autrice ha ottenuto il suo scopo: spennellare le suole delle scarpe del lettore con colla a presa rapida, immobilizzandolo lì fino a che tutta la saga non è finita.

Un po’ sleale forse, ma mi piace come ci è riuscita.

Recensione di Rita Annecchino 

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