L’INCOLORE TAZAKI TSUKURU E I SUOI ANNI DI PELLEGRINAGGIO Haruki Murakami

L'INCOLORE TAZAKI TSUKURU E I SUOI ANNI DI PELLEGRINAGGIO Haruki Murakami Recensioni Libri e News

L’INCOLORE TAZAKI TSUKURU E I SUOI ANNI DI PELLEGRINAGGIO, di Haruki Murakami.

“Nel corso della vita, a poco a poco, scopriamo chi siamo veramente. E man mano che ci scopriamo, ci perdiamo”.

Chi una volta nella vita non è stato tradito da un amico? Chi non è stato lasciato da un fidanzato? Chi non ha mai attraversato una fase di depressione o sbandamento in cui andava avanti meccanicamente senza sapere bene dove stesse andando? Chi non si è mai interrogato su se stesso, su come è fatto e su come gli altri lo percepiscono? Chi non si è trovato nella vita ad un punto di svolta in cui era essenziale prendere una decisione?

L'INCOLORE TAZAKI TSUKURU E I SUOI ANNI DI PELLEGRINAGGIO Haruki Murakami Recensioni Libri e NewsQuesto e molto altro vi è in questo favoloso romanzo di Murakami, intessuto di simboli ( a partire dalla copertina, che rappresenta il gruppo dei cinque amici) metafore, corrispondenze e rimandi continui tra realtà vera e realtà sognata e immaginifica.

Il protagonista in età da liceale è stato cacciato dal gruppo di amici senza una spiegazione, né tantomeno lui ne chiede.

 

Per sedici anni vive in una sorta di limbo (lui costruttore di stazioni, luogo di passaggio per eccellenza)in cui irrompe Sara, novella Beatrice (o, se volete,novella Laura petrarchesca), a scombussolare la sua vita e a imprimerle una nuova direzione nella ricerca di se stesso attraverso l’indagine nel passato. E man mano che il racconto procede, scopriamo che anche noi in fondo abbiamo vissuto esperienze simili a quella di Tzukuru.

La colonna sonora, che si intreccia significativamente con la trama, è costituita dagli Anni di pellegrinaggio di Liszt, in particolare la meravigliosa Le mal du pays, da ascoltare durante la lettura.

Il romanzo è pervaso di riflessioni pirandelliane sulla percezione di noi stessi da parte nostra e degli altri, tristezza, malinconia e rimpianto per ciò che poteva essere e non è stato, domande su felicità, amicizia e desiderio, il tutto in un afflato poetico misto ad uno scavo psicologico ricco di sfumature come solo il maestro Murakami è capace di realizzare con le parole quasi fossero note musicali.

 

Per me è un romanzo superbo, complesso e delicato al tempo stesso.
Molto altro vorrei dire, ma lascio a voi la scoperta.
Lo consiglio assolutamente.

Recensione di Patrizia Bellanova

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