L’ENIGMA DEL SOLITARIO Jostein Gaarder

L'ENIGMA DEL SOLITARIO Jostein Gaarder

L’ENIGMA DEL SOLITARIO, di Jostein Gaarder

Dopo aver letto questo libro, ho preso un mazzo di carte, le ho disposte per seme e le ho osservate con occhi diversi.
Cuori, quadri, fiori e picche, 52 carte che mi sembravano vive, pronte a comunicarmi qualcosa. Non vi dico poi la sensazione di avere fra le mani il Jolly!

L'ENIGMA DEL SOLITARIO Jostein Gaarder Recensioni Libri e News UnLibroChe meraviglia la mente umana, è cosi grandiosa nella sua fervida immaginazione. Che capolavoro è l’essere umano pensante!

Il libro, ovviamente, mi è piaciuto tantissimo sia per le sue storie fantastiche di grandezza crescente inserite in una sequenza narrativa reale, semplice e fluida, sia per le considerazioni filosofiche, elementari ma genuine che si svelano lungo il percorso narrativo: è come se l’autore stabilisse un rapporto con il lettore creando con esso un dialogo continuo.

A questo modo oltre a raccontare le storie fantastiche intercalate in una storia reale, simili a scatole cinesi, il narratore affronta questioni teoriche e filosofiche alla portata di tutti.

L’ambientazione è prettamente nordica, montagne e boschi popolate da strane figure e sebbene si giunga ad Atene, ambientazione del sud, non si può sfuggire al mito e alle leggende, fra templi, oracoli e predizioni.

Hans Thomas un ragazzino norvegese di appena tredici anni, che insieme al pater (padre) è alla ricerca della mamma che ” ha smarrito se stessa” fuggendo dalla Norvegia ad Atene. Lungo il percorso, come se fosse stato stabilito da forze magiche, intraprenderà un viaggio fantastico e surreale che lo porterà a comprendere la strabiliante bellezza delle piccole cose.

 

Una metanarrazione che assume come proprio concetto l’atto stesso del raccontare, sviluppando un romanzo nel romanzo percorrendo cosi l’imperscrutabile strada che unisce lo spazio creativo all’interno della mente con lo spazio reale del mondo esterno.

E se le carte sono quelle figure animate dall’immaginazione ma gelide e vacue in quanto si propongono solo come il numero che rappresentano, è il jolly, quel bizzarro e curioso giullare, che assumerà tutti i ruoli, avendo la facoltà di attribuirsi tutte le sembianze in un gioco curioso ma vivo e pimpante capace di rimescolare le carte in tavola e dare un senso al grande solitario della vita.

Annoverato fra la letteratura per ragazzi, lo consiglio agli adulti per ritrovare quel “fanciullino” pascoliano in ognuno di noi, la pura innocenza per apprezzare la vita in tutto il suo affascinante mistero

 

“Non fu soltanto il libro del panino a occuparmi la mente per il resto della giornata. Qualcos’altro mi turbava. Mi ero improvvisamente conto che gli esseri umani che popolano la nostra Terra sono apatici al pari degli ottusi nani dell’isola incantata. La nostra vita è come il più fantastico dei racconti d’avventura, pensavo. Eppure la stragrande maggioranza delle persone considera il mondo del tutto “normale” e, per trovare una compensazione alla sua banalità, è costantemente in caccia di qualcosa.”

Recensione di Patrizia Zara

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