LE ROSE DI ATACAMA  Atacama Luis Sepúlveda

Le rose di Acatama Luis Sepulveda

LE ROSE DI ATACAMA, di Luis Sepúlveda

Recensione 1

“In un angolo del campo di concentramento, a un passo da dove si innalzavano gli infami forni crematori, nella ruvida superficie di una pietra, qualcuno, chi?, aveva inciso con l’aiuto di un coltello forse, o di un chiodo, la più drammatica delle proteste: “Io sono stato qui e nessuno racconterà la mia storia”.

LE ROSE DI ATACAMA  Atacama di Luis Sepúlveda

Luis Sepúlveda è stato lo scrittore che più di tutti ha voluto narrare le storie di “eroi” senza volto, strappandoli all’oblio e alla polvere del tempo.

Ha dato voce, con il suo stile letterario sobrio ed essenziale, a tutti gli sconosciuti capaci con umani gesti di spezzare coraggiosamente il buio della violenza, dell’abuso e dell’indifferenza.

35 ritratti, destini singolari di umanità resistente, in 176 pagine, un lungo viaggio e un compito doveroso che Sepùlveda si è autoaffidato affinché sia onorato nel tempo il percorso di vita dei suoi “amici”, impavidi guerrieri senza cappa e spada che attraversando a mani nude l’umano deserto ne hanno colorano la polvere arida.

Sono stati protagonisti indifesi e altrimenti dimenticati di storie di carneficine, malvagità, soprusi, ottusità.

Ma come le rose di Atacama fioriscono una sola volta all’anno tra le sabbie salate del deserto cileno, provocando un’esplosione di colore che muta il volto grigio e arido di quelle terre, cosi Sepúlveda ridefinisce i volti degli invisibili, rimodella i contorni, riaccende le lampade della vita, ridisegna il loro percorso con l’intensità delle parole. Immortando la loro esistenza li riporta in vita nella memoria postuma per non dimenticare che è con il nome “Nessuno” che l’eroe, solcatore di mari e di intrepide avventure, uccise Polifemo.

Perché, in fin dei conti, è proprio in quel “nessuno” che si cela la grande storia universale e senza di esso gli eroi patinati non avrebbero motivo di esistere.

“Ammiro chi resiste, chi ha fatto del verbo resistere carne, sudore, sangue, e ha dimostrato senza grandi gesti che è possibile vivere, e vivere in piedi, anche nei momenti peggiori”.

 

Recensione di Patrizia Zara

 

Recensione 2

“Le ferite degli eroi letterari guariscono in fretta con il balsamo della lettura”

Esistono in Cile delle rose particolari, le rose di Atacama appunto, che fioriscono una sola volta all’anno in mezzo al deserto. Muoiono quasi subito per la ferocia del sole, ma la loro bellezza è tale da renderle preziose e importanti. Perché anche solo per un attimo riempiono di colori il grigio del deserto. Queste rose sono anche un simbolo: il simbolo della natura coraggiosa e tenace che non si arrende e dopo ogni sconfitta rinasce più rigogliosa di prima.
Cosi sono gli eroi che Sepulveda ci racconta in questa serie di racconti: persone normali, sconosciute eppure così preziose per l’umanità intera.

 

È quasi una poesia quella che leggiamo.
Una poesia che attraversa i paesi di tutto il mondo e ci fa conoscere seppur brevemente persone che con il loro coraggio hanno sfidato il buio della violenza e dell’indifferenza umana portando luce e colori anche se solo per un attimo.
Come le meravigliose rose color vermiglio.

Anche stavolta Sepulveda è riuscito ad emozionarmi con un vero e proprio gioiello di umanità: quella delle persone comuni.

“a me non importa decisamente nulla degli eroi vittoriosi. A me non importa decisamente nulla degli eroi di marmo”

Bellissimo.

Recensione di Nicoletta Viberti 

Presente nei 5 libri per non dimenticare la libertà negata e nelle 5 recensioni più cliccate a Aprile 2020

1 Commento

  1. MI è VENUTA VOGLIA DI LEGGERLO, MA NON CREDO CHE ALLA MIA ETà 75 ANNI AVREI IL TEMPO DI LEGGERE TUTTI I LIBRI CHE HO GIà ACQUISTATO. MI DEVO ACCONTENTARE DELLE RECENSIONI

Commenti

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