LE QUATTRO CASALINGHE DI TOKIO Natsuo Kirino

LE QUATTRO CASALINGHE DI TOKIO Natsuo Kirino Recensioni Libri e News Un Libro

LE QUATTRO CASALINGHE DI TOKIO, di Natsuo Kirino

Recensione 1

Cosa fare se tuo marito ti picchia, passa le notti al nightclub sognando altre donne e intanto dilapida tutti i tuoi risparmi, magari mentre tu ti fai un mazzo così a fare i turni di notte in fabbrica per far quadrare i conti della famiglia? Chiaro e ovvio, chiedetelo a Yayoi! Si prende una cinghia, gli si salta al collo e lo si strangola! Poi se si ha qualche collega su cui contare per riuscire a far sparire il cadavere il gioco è fatto!

Così inizia questo romanzo, un po’ noir, un po’ thriller, un po’ splatter… ma anche una storia di quattro donne che non vogliono altro che uscire dalla prigione in cui sono finite. Chi per problemi di soldi, chi per situazioni sentimentali decisamente insoddisfacenti, farebbero di tutto per trovare una via di fuga e la libertà. Non a caso il titolo originale, direi più azzeccato, è “OUT”, fuori.

 

Mentre la storia tiene incollati alle pagine Natsuo Kirino fa riflettere su cosa sia giusto e cosa sbagliato. Yayoi uccide, si, ma quante ne ha passate? è lei il mostro o è una vittima?

LE QUATTRO CASALINGHE DI TOKIO Natsuo Kirino Recensioni e News UnLibroMasako, che si rivelerà secondo me la vera protagonista di questo libro, corre in suo aiuto e farà cose terribili, cominciando col sezionare il cadavere per farlo sparire… non chiede nulla in cambio. La mettiamo dalla parte dei buoni o dei cattivi? Kuniko invece è inorridita da questa faccenda ma accetta di aiutare, pur facendo il minimo indispesabile, pur di avere in cambio dei soldi… la sua morale è migliore? E cosa dire di Yoshie, che si dimostra molto collaborativa, sempre per soldi, ma solo perchè vorrebbe poter far studiare sua figlia?

Emerge da queste pagine anche un ritratto non così roseo del giappone attuale, in cui la donna ideale sembra ancora essere quella dolce e sottomessa al suo uomo, e si ritrova anche completamente sola in una città immensa come Tokyo. E anche un giappone razzista in cui lo straniero è Gaijin, in cui Kazuo, immigrato dal Brasile, è forse l’unico personaggio davvero buono e gentile della storia, ma è decisamente emarginato, un po’ come le quattro donne, e “indossa un copricapo blu, come tutti gli operai brasiliani”… ma davvero succede ancora qualcosa del genere?

Decisamente un bel romanzo, un finale non scontanto e una scrittrice giapponese di cui voglio sicuramente leggere altro.

Recensione di Monica De Giudici

Recensione 2

Catalogare questo libro come giallo o thriller è riduttivo.
Questo libro non è un poliziesco convenzionale, è molto altro.
La storia è costruita con precisione chirurgica, è un meccanismo perfettamente funzionante pieno di colpi di scena; il lettore non ha scampo, è letteralmente intrappolato dal racconto.
La scrittura è precisa e molto lineare.

Odore di fritto, odore di muffa, tombini divelti, gatti randagi, cicche, secchi della spazzatura traboccanti, capannoni abbandonati, degrado urbano fanno da sfondo alla storia di Masako, Kuniko, Yoshie e Yayoi precipitano chi legge in un’atmosfera angosciante e claustrofobica.

Quattro donne, quattro storie ordinarie di insoddisfazione e solitudine, quattro storie di sottomissione, un unico sogno: la libertà.
Non sono casalinghe, non sono amiche, condividono il lavoro e si trovano a condividere una storia dalle tinte fosche.

Ognuna ha la sua storia:
Yoshie, la più anziana del gruppo, vedova con due figlie “difficii”, esasperata dall’anziana suocera ormai inferma.
Yayoi due figli, un gatto bianco ed un marito che negli ultimi tempi è dedito al gioco, all’alcol e alle donne.
Kuniko concentrata solo su se stessa, spende tutti i suoi soldi in abiti, gioielli e auto di lusso. Poco importa se il conto in banca va in rosso.
Per ultima Masako, la mente del gruppo. E’ una donna sola in seno alla sua famiglia, nella quale rapporti e sentimenti sono gravemente deteriorati.
E’ una donna ancora alla ricerca di sé.
Il destino le dà una mano per scoprire il suo lato oscuro.
Su di lei si focalizza lo sguardo del lettore, protagonista indiscussa di queste pagine, solo a 43 anni scopre la sua anima corrotta e la sua rovina interiore.

 

Si sa, a trasformare la normalità nel peggiore degli incubi possono bastare pochi istanti, è sufficiente che un filo sottilissimo si spezzi per precipitare nell’orrido.
Basta che Yayoi perda il controllo, quando il marito per l’ennesima volta torna a casa ubriaco, stanco di una notte brava e nulla sarà più come prima.

Masako, Kuniko, Yoshie e Yayoi si stringono in un patto di solidarietà, inizialmente pronte ad aiutarsi amicalmente ma ben presto contrapposte dai più bassi sentimenti di interesse e vendetta.

La vicenda è molto articolata e le nostre quattro si trovano al centro di un vero e proprio uragano.
Che ne sarà delle loro vite e dei loro sogni?

Una vera miscela esplosiva questa storia: ognuna, a suo modo, troverà la propria libertà.
Ci sono spruzzi di scintille all’orizzonte e case che bruciano, ci sono rivoli di sangue, ci sono yakuza in azione e ci sono anche anime nere che imboccano, occhi negli occhi, strade senza ritorno.

Recensione di Gabriella Calvi

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