LE INTERVISTE DEL PASSAPAROLA DEI LIBRI – Robin Edizioni

Einaudi
Robin Edizioni Carola Messina e Maurizio Gelatti

IL PASSAPAROLA DEI LIBRI HA INTERVISTATO Carola Messina di Robin Edizioni

 

– Presentatevi ai nostri lettori. Come nasce la vostra casa editrice, come si è sviluppata e quali sono gli eventuali piani per il futuro?

 

La storia di Robin Edizioni inizia 30 anni fa. Con la nascita della casa editrice Biblioteca del Vascello, fondata da Claudio Maria Messina: oggi collana di punta di Robin che, fedele alla sua vocazione iniziale, propone ai propri lettori preziosi inediti dei capisaldi della letteratura mondiale.

Lo spostamento della sede da Roma a Torino nel 2015, è coinciso con il rilancio del marchio e con un cambio generazionale nella governance.

Il progetto editoriale della Robin Edizioni si è evoluto negli anni e conta su più di 1000 titoli suddivisi in diverse collane. Oltre alla Biblioteca del Vascello: I Luoghi del Delitto, dedicata alle indagini e ai luoghi che le ospitano; I libri del Mago di Oz; Le Giraffe che include romanzi e noir contemporanei che, come le giraffe, “si nutrono dei fogli più alti”; la collana LGBT LiberaMente; I Libri per tutte le tasche che propone a un prezzo di copertina molto contenuto libri di poesia, classici, piccoli saggi e curiosità non più lunghi di 150 pagine; Rotte a Ponente di cui fanno parte autori iberici e iberoamericani, che scrivono in spagnolo e portoghese con e Robin&sons, collana di cultura varia, che suggerisce testi letterari e di saggistica di autori, spesso al proprio esordio.

 

robin Edizioni

 

– A che tipo di lettori si rivolge?

Come si può anche evincere dalle nostre collane, il nostro pubblico è decisamente eterogeneo. La Robin, nata con l’obiettivo di dedicarsi eminentemente alla bibliofollia, oggi si rivolge a un pubblico non più

“specializzato” ma decisamente a 360 gradi: per fascia di età e interessi.

 

 

– Qual è il titolo, l’autore oppure il progetto editoriale al quale siete più affezionati e perché?

Come si dice, i libri e le collane sono come i figli e le figlie e, quindi, è sempre difficile operare una scelta. Forse però, dovendola fare, la Biblioteca del Vascello, per noi, è motivo di grande orgoglio. Lo è perché, al contempo, rappresenta la nostra storia e propone inediti, opere dimenticate, ritraduzioni dei capisaldi della letteratura mondiale. Abbiamo portato in Italia, fra gli altri, inediti di Dickens, Alcott, Dumas, Jensen e di molti e molte altre.

È indubbiamente la nostra collana di punta. Diretta dal nostro fondatore Claudio Maria Messina e che può contare su un comitato scientifico multilingue e multidisciplinare di alto profilo. Ma siamo molto orgogliosi anche di alcuni titoli scelti fra gli autori esordienti fra cui sicuramente Angela Vecchione con il suo La Piazza, perché è sempre molto difficile e rischioso presentare un autore sconosciuto al pubblico e farlo emergere.

 

La Piazza
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La collana LGBT poi è un altro tassello a cui teniamo molto, ha un suo comitato scientifico e ha la peculiarità di abbracciare non solo la narrativa ma anche la saggistica e la poesia purché siano a tema.

 

– In Italia si legge poco, così dicono le statistiche. Secondo voi è vero e perché e cosa si poterebbe fare per invertire la tendenza?

Purtroppo è assolutamente vero. I lettori sono pochi mentre i libri pubblicati sono tantissimi. Lo spazio dedicato in generale ai libri è sempre più scarso, sia per il numero ridotto di librerie soprattutto in alcune zone d’Italia, sia per lo scarso spazio dedicato in quei canali più pop a partire dalla Tv. La risposta secondo noi è una ed è molto semplice: educare i giovani lettori sin da piccoli. A scuola ma non solo. Anche in famiglia. Perché se un bambino o una bambina non vedono mai i propri genitori leggere, è più difficile che diventino lettori a loro volta.

 

 

Cosa ne pensate delle vendite online che stanno sempre più prendendo il posto delle librerie tradizionali?

Per noi la vendita on line rappresenta una fetta molto consistente del fatturato. Crediamo, peraltro, che queste piattaforme siano particolarmente utili per acquistare i titoli che non sono novità e che quindi sono più difficili da trovare nelle librerie tradizionali. Al contempo, però, siamo convinti, non sostituiranno mai completamente le librerie che, comunque, consentono il rapporto umano con il libraio e il contatto “fisico” con i libri. La sensazione che dà toccare la carta resta per noi insostituibile.

 

E delle cosiddette piattaforme anti Amazon (tipo Bookdealer.it e Libridaasporto.it) cosa ne pensate?

Sono entrambe delle ottime opportunità, da una parte perché sono uno strumento di sostegno importante alle librerie indipendenti, dall’altra perché per gli editori medio piccoli o comunque indipendenti sono una vetrina e un’occasione di vendita importante. E sono il segnale anche di come di fronte alla crisi si possa rispondere con creatività e professionalità.

 

Claire. Da Minneapolis a Seattle in decappottabile
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– Qual è il vostro rapporto con i social, con quale strategia li usate e se ne traete dei vantaggi?

Noi crediamo molto nei social per fidelizzare i nostri lettori, proponendo loro contenuti ad hoc, e per intercettarne sempre di nuovi. Sono uno strumento diretto, che potenzialmente raggiunge chiunque, molto più dei tradizionali sistemi di comunicazione quali per esempio i giornali. Le recensioni sono molto importanti e prestigiose ma dal punto di vista della diffusione sono meno capillari. I social, se ben utilizzati sono anche un veicolo di educazione, alla lettura, all’informazione, in controtendenza magari con le modalità urlate e qualunquiste che spesso accompagnano l’utilizzo del social.

Noi siamo davvero convinti che i potenziali lettori siano dappertutto ed è importante trovarli per aprire loro le porte del favoloso mondo della lettura.

 

redazione@unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it

 

 

 

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