LE INTERVISTE DEL PASSAPAROLA DEI LIBRI – Libreria PellicanoLibri

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IL PASSAPAROLA DEI LIBRI HA INTERVISTATO Dante Costa della libreria PellicanoLibri Roma

Parlateci di voi. Chi siete e quando nasce la vostra attività?

La libreria nasce nel 1992 e prende il nome dalla Casa editrice. Libreria di quartiere, di periferia che negli anni ha resistito ai centri commerciali, alle catene e alla vendita online. Cerchiamo di adeguarci ai tempi cercando però sempre di proporre letture di qualità e dando spazio ad editori che non siano solo le grandi case o gruppi.

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Che tipo di lettori frequenta la vostra libreria?

Clienti fidelizzati, ragazzi. Con i nostri incontri con le scuole soprattutto le elementari cerchiamo di invogliare in ogni modo i ragazzi alla lettura e la base per un futuro per avere dei buoni lettori.

Lettori si nasce o si diventa?

SI nasce. Si può diventare ma molto dipende dal contesto in cui si cresce.

Essere librai nel 2020: che cosa è cambiato nel mestiere del libraio e nel ruolo del lettore, negli ultimi anni?

Il tempo i social hanno trasformato il concetto del vecchio libraio. Bisogna essere in grado di sapere proporre sempre delle buone letture (indispensabile per sopravvivere) ma anche sforzarsi per conoscere il mondo social e quello che propone ai giovani ai sempre connessi che vengono poi a chiedere in libreria.

Lettura e reti sociali: che cosa ne pensate di questo binomio? Si può essere “social” continuando a essere lettori? Quanto e come siete presenti sulle reti sociali e che impatto hanno queste sulla vostra attività?

La presenza è d’obbligo e un buon uso può essere utile.

Nel nostro gruppo ci sono titoli che ormai hanno raggiunto lo stato di “libri di culto” o veri e propri tormentoni, come la Saga dei Cazalet o I leoni di Sicilia, non sempre a causa della loro qualità artistica ma grazie, soprattutto, a un passaparola costante sulle reti sociali: quali sono i titoli il cui successo vi ha maggiormente stupito e che idea vi siete fatti del motivo di questo successo?

Primo fra tutti 50 sfumature nei suoi primi tre capitoli oggi me contro te. Il motivo certo non perché siano capolavori letterari ma hanno saputo cogliere l’attimo esatto di ciò che il pubblico cercava in quel momento.

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In molti, sul nostro gruppo, si lamentano del fatto che è diventato molto difficile invogliare alle lettura i giovanissimi: in base alla vostra esperienza è vero che i ragazzi leggono sempre di meno? Esiste una strategia che scrittori, librerie, case editrici o chiunque abbia a che fare con giovani lettori potrebbe utilizzare per interessarli di più?

Strategia che può aiutare le librerie credo sia quelle di coinvolgere le scuole nel organizzare e creare eventi ad hoc. Nel momento del contatto con l’autore è lì che si possono formare dei lettori.

Come vi ponete nei confronti della lettura digitale? La considerate  una risorsa o una minaccia per la vostra attività e per il futuro dell’editoria?

Entrambe le cose

Consigliate tre libri, secondo voi imperdibili, ai nostri lettori, motivandone la scelta.

Brama di vivere, di Irving Stone per l’amore che ho per Vang Gogh

Il giocatore, di Fëdor Dostoevskij  per la sua sconcertante attualità e la storia di come è nato questo libro

Fahrenheit 451, di Ray Bradbury per l’essere umano che custodisce i libri patrimonio dell’umanità

 

redazione@unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it

 

 

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