LE 10 DONNE DEL CAVALIERE Arto Paasilinna

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LE 10 DONNE DEL CAVALIERE, di Arto Paasilinna

Durante i viaggi – se non si chiacchierava -, che mi conducevano alle cure termali di qualche estate fa o durante le attese – se non c’era chi m’interrompeva, come accadeva quasi puntualmente – tra una terapia e l’altra, ho letto questo simpatico libretto, un po’ scanzonato e con un titolo che la dice lunga, perché in Italia, uscì quando si parlava di una certa Ruby: LE DIECI DONNE DEL CAVALIERE…

Ma il cavaliere di cui si parla in questo libro non ha niente a che vedere con il Cavaliere di nostrana conoscenza, poiché quello che presenta Arto Paasilinna ai lettori è un Cavaliere del Lavoro, un aitante sessantenne, che passa quasi tutta la sua vita, nel periodo descritto, costantemente in costume adamitico…

 

Le 10 donne del cavaliere
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Cosa c’è? Vi fa ridere l’idea? Eppure è così, perché questo Cavaliere del Lavoro è davvero un tipo particolare. Seguitemi e capirete il motivo.

Rauno Rämekorpiè un vero e proprio self-made-man. È riuscito, nei decenni, a costruirsi un solido impero industriale partendo da zero, quando, umile e anonimo boscaiolo, non immaginava mai che, un giorno, sarebbe divenuto uno dei capitani d’industria più rispettati di tutta la Finlandia!

E, proprio il giorno del suo sessantesimo compleanno, Rauno vivrà una delle esperienze più intense e appaganti della sua intera vita.

 

 

La festa del suo compleanno, trasformatasi in storico avvenimento – a sorpresa – della nomina a Cavaliere del Lavoro, porterà un ancora ignaro Rauno a continuare la baldoria e la goliardia in giro per Helsinki, perché la moglie, la devota Anniki, soffrendo di allergia al polline, non potrebbe sopportare di avere in casa tutti i fiori che i vari invitati hanno portato per omaggiare il suo importante consorte. Né era il caso di trattenere tutte quelle leccornie come foi gras, caviale e champagne, che nessuno avrebbe più mangiato e bevuto.

Deciso a portare tutto in discarica, gli si presenta il tassista giusto, Seppo Sorjonen, << un quarantenne biondo con il pizzetto >>, il quale << dell’uniforme di autista portava il berretto, ma del resto neanche a parlarne: era un tipo aitante, con l’aria di chi sa quel che vuole >> (pag. 24), che gli suggerisce di farne omaggio a qualche amica, poiché considerava un vero peccato, oltre che uno spreco, buttar via tutto quel ben di Dio.

 

 

Il novello Cavaliere non ha bisogno di sentirsi dire altro che questo, per iniziare un tour, in lungo e in largo per tutta la città, perché imbracciate le bottiglie di champagne, ancora nello stesso frac della festa, inizia a rispolverare vecchie conoscenze femminili che non vedeva da anni, ringalluzzito da un ardore mai sopito per l’altro sesso.

L’avventura riscuote un tale successo e lascia un segno profondo nel facoltoso industriale tale che intende replicarla con l’ormai fidatissimo Seppo.

ATTENZIONE SPOILER!

CHI NON VUOLE SAPERE NIENT’ALTRO NON LEGGA QUI SOTTO

Il periodo della seconda avventura è quello natalizio. Rauno si veste infatti da Babbo Natale e si reca dalle signore visitate alcuni mesi prima, le quali però sono state avvisate da una di loro, dipendente della ditta di Rauno. È Eila, responsabile delle relazioni sociali dell’azienda di Rämekorpi ad aver avuto l’incarico di avvisare le altre signore, con cui, per una serie di coincidenze, durante il trascorso autunno, erano venute a sapere le une delle altre. Ma un conto era sapere che il proprio amante era già sposato, e un altro era sapere che erano addirittura in 10!

 

 

Sarà proprio da Eila che partirà l’iniziativa di vendetta, mediante un’infinita serie di telefonate, << per dare al vecchio caprone una sonora lezione. Avevano concluso all’unanimità che il Cavaliere era uno spaccone vanesio, un buono a nulla irresponsabile e un porco scostumato, e per giunta fiero di esserlo. Non poco per una persona sola. >> (pag. 169).

Dopo aver preso in considerazione varie possibilità di vendetta, compreso l’omicidio di una persona così abominevole, consigliate da un accorto avvocato, le 10 donne avevano deciso per una vendetta più dolce ma più subdola.

Già dalla prima visita natalizia, avvenuta proprio in casa di Eila, Rauno si accorge che qualcosa non quadra.

Dopo aver reso omaggio alla padrona di casa, nonché responsabile delle relazioni sociali della Rämekorpi, il Cavaliere, appena messele le mani addosso, si vede subito freddare da un tono di voce accompagnato a gelide e indubitabili parole, dopo essersi ritratta con un balzo e averlo fulminato con gli occhi, perché << la situazione rispondeva perfettamente alla definizione giuridica di molestia sessuale. Un superiore che allunga le mani su una dipendente con intenzioni fin troppo evidenti >> (pag. 171).

 

 

Di fronte alla faccia esterrefatta di Rauno, Eila svela la scoperta delle altre donne e dello sporco gioco a cui giocava. << Quando le aveva chiamate una a una per informarle della visita di Babbo Natale, era venuta a sapere che erano già in contatto tra loro e avevano appreso con costernazione il livello della sua libidine. A sessant’anni aveva la faccia tosta di tenere il piede in dieci scarpe. Spudorato fallocrate! Duo o tre non gli bastavano? C’erano uomini che si accontentavano anche di una donna sola. Ma il peggio era che approfittava delle vittime sfruttando la sua posizione e i suoi soldi. Niente di male per qualche regalino, ma quella pratica offendeva la dignità della donna. Eila aggiunse che parecchie delle sue amanti lo consideravano della peggior specie, la quintessenza del vecchio libidinoso che saziava i suoi istinti perversi dietro compenso e sfruttava deliberatamente delle povere donne bisognose per sottometterle ai suoi biechi fini >> (pag. 172).

Ad ogni modo, il libidinoso Cavaliere, alla fine, ebbe la meglio e, nonostante le resistenze organizzate e oppostegli da tutte, riuscì, ancora una volta, nel suo intento, senza sapere, però il prezzo che stava per pagare.

 

 

La mattina di Natale, Taina Katalainen, rappresentante dell’Associazione femminista Union, – da cui era partito il consiglio dell’omicidio o la castrazione di Rauno -, fece comparire sul maggiore quotidiano nazionale, tra gli annunci matrimoniali, << una partecipazione illustrata che informava che il Cavaliere Rauno Rämekorpi si era ufficialmente fidanzato con dieci donne e dichiarava di essere molto felice. Le foto di dieci donzelle facevano bella mostra sul principale quotidiano del paese e di fianco una foto di Rauno opportunamente scelta per l’espressione da beota. Un boccone amaro (…).

Il Cavaliere fissò sconcertato il grande annuncio in cui gli era riservato il ruolo di promesso sposo.

La sua testa ribolliva di pensieri contraddittori. Rosso in volto, incupito e attraversato da un vago senso di colpa, Rauno Rämekorpi appallottolò il giornale e lo gettò nel cestino, non senza aver notato che tra le dieci donne c’era anche sua moglie.

In Finlandia la poligamia è punita dalla legge. >> (pag. 246).

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Mi perdonerete l’aver riportato svariati stralci del libro: l’ho preferito per raccontare perché mi è sembrato il modo migliore per trasmettere il sarcasmo placato e velato di Paasilinna, oltre che l’irresistibile umorismo e l’autopresa in giro di sé stesso, in quanto uomo, insieme a tutti gli esponenti del genere maschile presenti sulla faccia della Terra.

 

 

Èchiaro, pur se implicito, il rimprovero che egli fa ai colleghi uomini: “Attenti, signori, le donne, se vogliono, sanno gabbare anche un navigato porcellone come Rauno! A nulla valgono tutti i soldi, le ricchezze e le esperienze pregresse che vi portate sulle spalle. Se una donna vuole, fa piovere e nevicare!”

È l’ironia sarcastica quella che, in questo libro, colpisce di più, avvertibile nel modo pacato e tranquillo, anche un po’ birichino, di raccontare le cose. Aspetto non da poco, nascosto dietro il narrare dei fatti, che appare volutamente dimesso e sagacemente comico, tanto da far passare il libro di Arto Paasilinna, come un libro di serie B, rispetto ad altri già pubblicati.

Certo, non è il capolavoro del secolo, ma è un libretto che si fa leggere molto volentieri, vuoi per la comicità, che lo accompagna lungo tutte le pagine, vuoi per la leggerezza dell’argomento e lo stile scorrevole e colloquiale adottato dall’autore.

Se poi viene considerato anche dal punto di vista dell’italico Cavaliere, il paragone sarà ancor più azzeccato, perché parrà, al lettore italiano, che il romanziere finlandese abbia costruito il personaggio di Rauno Rämekorpi su modello del Cavaliere nostrano.

 

 

In realtà, non è stato così, perché il romanzo fu pubblicato, in Finlandia, nel 2001, ma il fatto stesso che in Italia venisse pubblicato proprio a ridosso dello scoppio del tormentone ‘Ruby’, mi fa sinceramente supporre che l’accorto editore l’abbia fatto a bella posta, divertendosi egli stesso per primo.

Ad ogni modo, pur essendo un libro leggero e scanzonato, ne consiglio la lettura a tutti, per ridere o sorridere, soprattutto nei momenti di sconforto, come quelli che il mondo intero, attualmente, sta vivendo.

Recensione di Lena Merlina
LE 10 DONNE DEL CAVALIERE Arto Paasilinna

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