L’AMATA PERDUTA Johannes Urzidil

L’AMATA PERDUTA, di  Johannes Urzidil

Un inno alla sua amata Praga. Urzidil racconta la sua vita attraverso capitoli che potrebbero essere racconti perfetti a sé stanti. In ogni parte qualcosa di sé, di quel bambino senza madre e con un padre senza terra, sensazione che lui stesso proverà più tardi sulla sua pelle, esperienza di vacanze, di boschi, di fantasticherie, di paura con l’arrivo della guerra, di abbandono della sua amata perduta. Una Praga che non è sbandierata, ma abbozzata, nei ricordi della torre dell’Orologio, del palazzo del Municipio, di quelle vie brillanti di neve, e che sembra magnifica. 

L'AMATA PERDUTA - JOHANNES URZIDIL Recensioni e News UnLibro“La mia Patria è ciò che scrivo” . E’ così che le sue sensazioni diventano la sua terra, in quelle case e in quei boschi stranieri che lo ospitano ricostruisce la sua amata. E lì i suoi silenzi diventano pensieri, sulla vita, sulla morte, sul rapporto con il padre, sulla natura che lo circonda, dai fiori recisi ai piccoli passerotti.
Ogni cosa presente nel libro cessa di avere un solo significato solo perché da lui evocata. E la musica è una donna, la paura un cane che si avvicina, l’amore Praga o una giovane donna nella neve.
“Com’è che muore un essere umano? Quando il suo cuore cessa di battere è certamente questo il modo più conosciuto, oppure quando diventa come gli altri. Molti muoiono così e nessuno ci bada. Spesso essi stessi non se ne accorgono per tutto il resto della cosiddetta vita se non per qualche rara volta, per la durata di un secondo, ma questa consapevolezza se la scrollano di dosso come un granello di polvere da un vestito”. 

La scrittura è curatissima, di livello, ma senza alcuna fatica per il lettore e con punte di bellezza indescrivibile, come il treno che piano lo porta lontano dalla sua terra, o la ricerca della verità che per lui è amore.

Recensione di Luciana Galluccio

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