LA SOCIETÀ DEI RIMANDATI A SETTEMBRE Guido Tortorella

Feltrinelli KOBO Fomia maggio

LA SOCIETÀ DEI RIMANDATI A SETTEMBRE, di Guido Tortorella (La Nave di Teseo – marzo 2022

 

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Sopravvivere a un tumore allo stadio terminale ti insegna a non fare più sbagli, o almeno a non farne troppi, perché la perfezione non esiste. Mi trovavo al mio terzo 23 dicembre 2017, raggiunto alla veneranda età di ottantotto anni… o forse ottantanove. Ci credete che ho perso il conto?

Ho finito un libro particolare, che mi ha affaticato, perché tanti sono i dettagli e le informazioni che vanno tenuti a mente, eppure non ho saputo non leggere fino all’ultima parola.

Dico una cosa importante così mi levo il dente subito: protagonisti del romanzo sono i viaggi nel tempo.

Formalmente é così.

Procediamo con ordine. In un bar che si chiama Leningrado, sabato 23 dicembre 2017, in cinquanta metri quadri scarsi, due ex studenti del liceo scientifico Nikola Tesla, Marco e Giacomo, amici da sempre, si rincontrano e passano una serata a parlare e bere.

Loro hanno ben quarant’anni ed hanno molto da raccontarsi.

Quella sarà stata una serata come tante oppure no?

Vi voglio dire subito: no, non è stata una serata come tante.

Per una serie di coincidenze astrali quella è una sera “catartica”.

Infatti la mattina dopo, al risveglio, non sono più i quarantenni che hanno bevuto e parlato la sera prima ma scoprono di essere stati catapultati indietro, negli anni novanta, e si ritrovano nei loro corpi da adolescenti…

Una seconda occasione.

A cosa servono le seconde occasioni? Esistono davvero le seconde occasioni?

Queste sono domande difficili che nella vita prima o poi ci facciamo tutti.

Intanto dico che é ufficiale, mi piacciono i viaggi nel tempo, come tutti io stessa ho desiderato spesso ritornare indietro e ho immaginato a se, tornata indietro con la mente nel futuro, e cosa sarebbe potuto cambiare, in positivo o in negativo.

Ricordo bene la passione e l’attrazione con cui ho bevuto d’un sorso Dark, una serie Netflix sui viaggi nel tempo, la stessa attrazione  l’ho ritrovata adesso.

Io non sono riuscita a staccarmi dal libro.

 É Giacomo che per primo ci racconta il suo viaggio, le sue sensazioni, la sua presa di consapevolezza…poi sarà Marco.

Fresco e Zanna riemergono nel passato.

Presente, futuro e passato mescolati in una miscela che fa avere capogiri per quanto é forte.

Si può cambiare il passato?

É possibile piegare il presente fino a toccare il passato ed essere buttati nel futuro?

Attraverso il cammino che i protagonisti fanno il lettore empatizza una volta con uno e poi con l’altro. Entrambi, nell’assoluto bisogno di viaggiare e non fermarsi, cercheranno appigli, metteranno radici, cercheranno l’amore quello che merita la Maiuscola, progetteranno futuro pur pensando sempre di voler tornare indietro.

Anno 2017 e 1993 sono anni catartici, anni che sono un elemento comune con altri viaggiatori che nel tempo, per avere conferma di non essere soli, fonderanno la Società dei rimandati a settembre.

Tortorella, tramite Giacomo e Marco ci mostra una rosa di possibili reazioni di fronte alla seconda occasione: eccitazione, depressione, entusiasmo, rabbia e ci racconta che ci sono amicizie ed amori che resistono a qualunque universo e mondo.

Prima ho detto che protagonisti sono i viaggi nel tempo, formalmente, sostanzialmente protagonisti sono i rapporti umani, i sensi di colpa, le paure, i desideri, i sentimenti.

É il mio primo incontro con Tortorella e devo dire che mi ha convinto. Aspetto di leggerlo ancora.

Consigliato ai giovani lettori, a chi ama i viaggi nel tempo e a chi ha voglia di letture diverse, nuove.

Recensione di Maria Elena Bianco

LA SOCIETÀ DEI RIMANDATI A SETTEMBRE, di Guido Tortorella

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