LA MORTE DI AUGUSTE, di Georges Simenon (Adelphi – giugno 2025)

Il vecchio ristoratore Auguste ha un malore durante il servizio e di lì a poco viene a mancare; a prestargli soccorso è il figlio Antoine che da anni lavora con lui, ed è a lui che tocca il compito ingrato di contattare i fratelli Fernande e Bernard-con cui ha rapporti estremamente freddi se non addirittura ostili- per comunicare la triste notizia e “discutere” dell’eredità.
Ancora una volta Simenon parte da una trama ordinaria e priva di particolare originalità per realizzare un grande romanzo psicologico capace di coinvolgere il lettore nonostante l’apparente staticità degli eventi narrati e dove si percepisce la forte tensione tra i protagonisti pronta a deflagrare da un momento all’altro, fino all’amara conclusione. Un’opera fortemente concreta e realistica sui rapporti familiari, le ambizioni, i sogni e le zone d’ombra di ognuno di noi, un grande affresco umano dai tratti tragicomici, come sempre narrato magnificamente e con una cura quasi cinematografica di ogni dettaglio, un altro tassello affatto secondario della grande produzione letteraria di George Simenon.
Recensione di Enrico Spinelli


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