LA DONNA DI SCORTA Diego De Silva

LA DONNA DI SCORTA, di Diego De Silva

LA DONNA DI SCORTA Diego De Silva recensioni Libri e News Unlibro

 

“È curioso il modo che ha il destino di venire sotto forma di tempo. Anzi lo sarebbe, se non fosse che ce l’ha per vizio. Se uno, al momento del fatto che gli cambia la vita, buttasse l’occhio all’orologio, vedrebbe le lancette che ripartono da uno zero fatto apposta per lui.”

 

Inizia così il primo romanzo di Diego De Silva, inizia così la storia di Livio e Dorina, un uomo e una donna che non sarebbero mai dovuti stare insieme, né incontrarsi, né amarsi…ma “il caso non è casuale, fa quello che non gli viene impedito”.

 

E così si crea, per entrambi, la possibilità di cambiare il futuro, di modificare il corso degli eventi, ma solo se si ha il coraggio di scegliere, di imboccare una strada e lasciarsi il bivio alle spalle.

Livio invece, davanti a quel bivio, rimane impietrito…non si sposta, non procede, vuole tutto senza rinunciare a niente.
Vuole lei, e forse vorrebbe che lei scegliesse anche per lui.
Ma lei non chiede nulla di più di ciò che lui può darle.
E questo lo manda in crisi.
Niente domande, niente richieste, nessuna pressione, nessun ricatto morale.
Dovrebbe essere il paradiso, e invece no.

 

De Silva ci racconta una storia (d’amore) apparentemente ordinaria, ma in realtà ci vuole raccontare soprattutto ciò che non accade (la “possibilità di una storia”), puntare il focus sul destino, sulla casualità degli incontri, sui desideri che troppo spesso impattano contro i nostri stessi limiti.
Abbiamo paura di desiderare quello che ieri neanche sapevamo di volere.

Con una scrittura onesta e sincera, De Silva ci mette davanti alla nostra mediocrità.
Mai banale, mescola le carte, scambia i ruoli, dà vita ad un personaggio femminile affascinante e sfuggente, che sfugge, forse, anche a chi l’ha creato.
E questa è la parte più interessante del romanzo, per me.
Dorina sa anche ciò che l’autore ignora.

Amavo già De Silva nei panni dell’avvocato Malinconico, che mi diverte e mi fa riflettere con leggerezza, ma qui è sceso giù in profondità…ancora più bello.

Recensione di Antonella Russi 

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