LA CUSTODE DEI PECCATI Megan Campisi

Feltrinelli KOBO Fomia maggio

LA CUSTODE DEI PECCATI, di Megan Campisi (Nord – gennaio 2022)

 

“Per ogni peccato, un cibo. Per ogni confessione, il silenzio. Ma la verità non si può tacere per sempre”.

“ Non so bene dove andremo, ma ovunque ci sia gente ci sarà bisogno di una mangiapeccati”.

Ho acquistato questo romanzo, incuriosita dal titolo, non conoscendo né avendo mai letto alcuna cosa dell’autrice. Il romanzo, che ha la base storica di queste donne “custodi dei peccati” dei morti, ti prende fin dalle prime pagine e ti trasporta in un mondo fatto di superstizioni, regole e cibi di cui non conoscevo l’esistenza. Ho fatto anche delle ricerche e ho trovato che La figura della Mangia Peccati, in inglese “Sin Eater“, esisteva veramente anche se non ha una storia gloriosa ma non ha un equivalente in Italia.

Provenivano dalle classi più basse della società, spesso spinte dalla fame e dal facile guadagno di qualche pence e un piatto di cibo. Il loro era un compito scellerato che causava orrore, eppure i loro talenti erano molto richiesti. Il lato negativo del rituale era che la Mangia Peccati si accollava le colpe dei defunti e quindi, ogni volta che eseguivano il loro pasto rituale, erano considerate sempre più dannate e preda del male. Per ogni peccato un cibo: adulterio, uva passa; avarizia, aglio; eresia, torta di mele; maldicenza, cappone in umido; omicidio (per difesa) cuore di coniglio; omicidio (per ira) cuore di maiale. Un lungo elenco apre le pagine del libro e introduce la storia della giovane May che si trova in carcere per aver rubato un pezzetto di pane, morsa dalla fame. Aspetta, insieme ad altre prigioniere, la sentenza per la sua colpa. Tutte sanno come finiranno: o impiccate o al rogo…ma per lei il giudice ha scelto una condanna peggiore delle altre: diventare una Mangiapeccati. E’ obbligata a indossare un collare e le viene tatuata la lettera S sulla lingua.

Da quel momento, non potrà mai più rivolgere la parola a nessuno. Inizia il suo apprendistato presso la Mangiapeccati anziana che, nel silenzio più assoluto, le insegna le regole del mestiere. Un mestiere spaventoso: raccogliere le ultime confessioni dei morenti, preparare i cibi corrispondenti ai peccati commessi e infine mangiare tutto, assumendo su di sé le colpe del defunto, la cui anima sarà così libera di volare in Paradiso. Un giorno vengono chiamate a corte e da lì inizia la storia che complicherà la vita ad entrambe e sarà compito di May”l’invisibile” dipanare con coraggio e volontà una trama di inganni e menzogne che rendono la corte un covo di serpi.

Dei cuori di cervo, non richiesti come pranzo rituale, un arazzo dall’apparenza innocuo e una parola (scritta in ebraico) al lato dell’arazzo…sembrano casuali ma non lo saranno. May capisce che deve partire da queste cose se vuole arrivare alla verità e rendere giustizia anche alla morte della sua mentore. Diventa così, lei “l’invisibile”, l’artefice del suo destino, una donna capace di andare oltre e scoprire “verità” che nessuno oserebbe mai dire e che lei ha il coraggio di svelare. Un romanzo “noir” molto accattivante.

Recensione di Lidia Campanile

LA CUSTODE DEI PECCATI Megan Campisi

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