LA CASA DELLA GIOIA Edith Wharton

LA CASA DELLA GIOIA, di Edith Wharton

 

Sembra incredibile che questo romanzo sia stato pubblicato per la prima volta nel 1905. Mi aspettavo una lettura dal gusto un po’ retrò, invece ho trovato un testo (tristemente) molto moderno, che racconta senza fare sconti le ipocrisie dell’aristocrazia del denaro e le conseguenze devastanti del perbenismo nella vita delle persone. Nel 1905 a New York, come purtroppo dovunque, anche ai giorni nostri.

Lily Bartt è una giovane donna di buona famiglia che, rimasta all’improvviso orfana e priva di mezzi di sostentamento, vive ospite di una zia benestante. Il suo unico obiettivo è affermarsi in modo stabile nell’alta società newyorkese. Che sia mediante un matrimonio particolarmente conveniente, un investimento fortunato, una vincita al gioco, un’eredità, l’importante è scongiurare la “vergognosa povertà” e fare parte della ristretta elite dei ricchi.
A tutti i costi, anche rinunciando all’amore.
I mezzi non le mancano: è bella, intelligente, affascinante, determinata. Eppure, evidentemente, non è del tutto consapevole delle regole del gioco, che pensa di condurre e che invece la travolgerà. Ha cuore e coscienza e tanto basta per venire schiacciata da quello stesso mondo di cui cerca ostinatamente di far parte.

Avevo già avuto modo di notare ne “L’età dell’innocenza” che il linguaggio della Wharton non mi è tanto congeniale quanto le tematiche che tratta. Trovo che la sua scrittura non sia sempre particolarmente efficace, talvolta mi risulta faticosa. Questa impressione, confermata dalla lettura de La casa della gioia, non cambia però il giudizio positivo sull’autrice, amica e estimatrice di Henry James.

Recensione di Elena Gerla
LA CASA DELLA GIOIA Edith Wharton

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