LA BASTARDA DI ISTANBUL Elif Shafak 

LA BASTARDA DI ISTAMBUL Elif Shafak 

LA BASTARDA DI ISTANBUL, di Elif Shafak

Due giovani donne, Armanoush di origini armene, nata e cresciuta in Arizona, in cerca delle proprie radici e Asya, la bastarda, che al contrario non vuol sapere nulla del proprio passato, le loro vite si intrecceranno come non avrebbero mai immaginato.

LA BASTARDA DI ISTAMBUL Elif Shafak 

Elif Shafak ci porta nell’Istanbul contemporanea con tutte le sue contraddizioni, le antiche tradizioni e la spinta verso l’Occidente, il melting pot di culture, una metropoli in cui convivono turchi, armeni, greci, circassi, musulmani, ebrei e cristiani. Poi la tragedia del genocidio armeno il Medz Yeghern, l’odio degli armeni “duri e puri” della diaspora verso i turchi, contrapposto alla convivenza e alla tolleranza degli armeni “turchi” che non si sentono certo degli stranieri, Istanbul è la loro città e quella dei loro antenati e hanno imparato a non identificare i turchi nel governo turco. E ancora i ciechi nazionalisti turchi che negano l’orrore o addirittura lo giustificano.

Asya comprende le ragioni di Armanoush, è la prima che contesta i propri governanti, ma non può e non vuole prendersi le colpe del governo che continua a non riconoscere quel genocidio ed alleva i giovani omettendo la parte più oscura della storia del Paese; Armanousch scopre invece quanto armeni e turchi abbiano effettivamente in comune.

Elif Shafak, per aver scritto questo romanzo, ha subito un processo in Turchia con l’accusa di “aver denigrato l’identità nazionale”, rischiando 3 anni di carcere, fortunatamente il processo si è concluso con l’assoluzione della scrittrice.
C’è ancora tanto da fare, ma come spesso avviene, il popolo è avanti rispetto ai propri governanti.

E poi? E poi c’è altro, molto altro, è un romanzo completo e sorprendente, ma ve lo dovete leggere.

Recensione di Neri Randazzo

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