ISOLE NELLA CORRENTE Ernest Hemingway

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ISOLE NELLA CORRENTE, di Ernest Hemingway

Bimini

Ultimo romanzo di Hemingway pubblicato postumo. Nato da un progetto dell’autore il libro è formato da tre blocchi che avrebbero dovuti essere tre romanzi distinti e separati ma sempre con un denominatore comune: l’amore per il mare di Hemingway. Io ho letto solo il primo episodio, per adesso, ma come dicevo poco fa sono tre blocchi distinti quindi farò la recensione del primo “romanzo” che ha per titolo Bimini.

 

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Un pittore famoso, Hudson vive isolato ama dipingere e ricordare… Il periodo metà degli anni trenta, il luogo oceano tra Cuba e l’estremità della Florida. Un bel momento arrivano in questo luogo incantato i tre figli, nati da due madri diverse… Non vado oltre.

Isole nella corrente una metafora già dal titolo si riferisce alla lotta quotidiana dell’essere umano il quale rappresenta la lotta continua che ognuno di noi fa quotidianamente per vivere. È meglio essere isola ferma stabile con alcune certezze oppure mare e corrente sempre in movimento con la voglia di cambiare anche a costo di trasgressioni?

 

 

Cuba

Può un libro contenerne un altro? O addirittura due? Direi di si vista la grandezza dell’autore il quale riesce a mettere sotto un solo titolo tre racconti che si potrebbero definire romanzi. Dopo aver detto la mia impressione sul primo romanzo (Bimini) mi preparo a dare la mia opinione sul secondo romanzo nel romanzo il cui titolo è “Cuba”.

Isole nella corrente abbraccia una trilogia pubblicata dopo la morte di Hemingway . La moglie Mary avverte che ci sono state delle normali correzioni nella grafia e nella punteggiatura e alcuni tagli, ” Che lo stesso Hernest avrebbe fatto, ma il libro è interamente di Ernest. Non abbiamo aggiunto nulla”.

Cuba. È ambientato nella Seconda Guerra Mondiale. Il protagonista, Hudson naviga sul suo panfilo attrezzato per la caccia ai sommergibili tedeschi, per conto della marina americana. Hudson ama i gatti l’alcol e le donne ed è costretto a combattere giorno per giorno con dei ricordi che lo tormentano. “Chi non è triste per il mondo intero? Ma non si può passare la vita a dolersi per come va il mondo” Mentre per una donna che lo ama ma non può concedersi usa queste parole: “A che diavolo serve essere tanto emancipati se non puoi neanche andare a letto con chi vuoi. Se vogliamo essere emancipati veramente, per prima cosa dobbiamo liberare le lenzuola”. Ma anche lui ha qualcosa che lo rode dentro qualcosa di cui non si libererà mai. All’amica di vecchia data, Honest Lil, confida: “

 

 

Lo so,. Supero sempre tutto io. Sono sempre stato un uomo pieno di rimorsi. Soltanto con la ex moglie, con cui ha mantenuto un bellissimo rapporto riesce ad alleviare il suo dolore. Hudson apparentemente cinico egoista introverso è un uomo fragile che perduto …, l’amore, l’onore, non gli è rimasto che il dovere.

E cosa è il dovere? E basta il dovere? E tutte le altre cose che si era impegnato a fare?
Non lo sa neppure lui e nessun’ altro.

 

 

In mare

Dopo aver recensito Bimini e Cuba, scrivo la mia opinione sul terzo volume dal titolo “In mare”.

Il protagonista sempre lui, Thomas Hudson, lo scenario il mare, trama diversa, finale tragico, sorprendente come i primi due precedenti.

Durante la Seconda guerra mondiale, un branco di sommergibili tedeschi U-Boot si spinge fino alle coste degli Stati Uniti occidentale per affondare nevi nemiche. Un sommergibile viene affondato e i superstiti naufragano su un’isola nei pressi di Cuba. Compito di Hudson e del suo equipaggio, a bordo di uno yacht opportunamente attrezzato per la missione, è quello di dare la caccia ai tedeschi.

 

 

Vado oltre la trama per scoprire un Hudson/Hemingway con una proprietà di linguaggio marinaresco sorprendente, tra correnti, venti, osservazione quasi maniacale della flora e della fauna al fine di scoprire il nemico, giocando sul fattore sorpresa.

Già il mare, non i tedeschi, Hudson e il suo equipaggio sono i veri protagonisti del racconto.
Il rapporto tra l’uomo e il mare sviluppato in modo antropologico, il mare sempre mediato dalle esigenze che l’uomo vorrà soddisfare. Il mare come limite, che poi sono i limiti dell’uomo, uomo consapevole che il mare non si può dominare, ma anche il mare è ben delimitato circoscritto, fino a una certa profondità. Hemingway penso, avrà letto l’Iliade, il Viaggio di Odisseo, i Ciclopi, il superamento delle colonne d’Ercole.

Il mare come andare oltre il limite e ricerca della conoscenza. Metafora, comparazione terrena. Mare fonte di vita e di morte, liquido amniotico, dove rifugiarsi nei momenti bui della vita. Considerando nello stesso tempo con un pensiero tutti i morti nel mare nostrum.

Recensione di Greco Carmelo

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