IL SIGNORE DELLE MOSCHE William Golding

Il signore delle mosche William Golding Recensione UnLibro

IL SIGNORE DELLE MOSCHE, di  William Golding

Quante volte in cerchio intorno al fuoco, magari in spiaggia di sera, con una chitarra che strimpella un sottofondo, abbiamo sentito la fatidica domanda “Cosa faresti se ti ritrovassi solo su un’isola deserta?”
Aggiungiamo un particolare: “Cosa faresti se ti ritrovassi su un’isola deserta a undici anni?”
Non è ancora completo: “Cosa faresti se ti ritrovassi su un’isola deserta a undici anni assieme a un gruppo eterogeneo di bambini e ragazzini come te, senza adulti?”

Il signore delle mosche William Golding Recensione UnLibroL’autore prende un gruppo di bambini, che niente sa di politica, di organizzazione sociale, di democrazia, e li mette da soli su quest’isola, invitando poi il lettore a stare a guardare cosa succede.

All’inizio la logica propria dei bambini ha la meglio: si ritrovano in due e si chiedono se ci sono altri reduci di questo incidente aereo. Trovano sulla spiaggia una conchiglia (la favolosa qualità dei bimbi di arrangiarsi con quello che hanno a disposizione) e la suonano, ritrovandosi con un gruppo grande ed eterogeneo da gestire. E’ una assemblea in piena regola, anche loro la chiamano così, e come primo punto all’ordine del giorno, c’è l’elezione del capo per alzata di mano. Loro non ne sanno nulla di maggioranza assoluta o relativa. Per i bambini o è bianco o è nero, e si ritrovano all’unanimità ad eleggere Ralph. Una alternativa c’era, Jack lo sa: lui è capoclasse e capo del coro della scuola, quindi sa cosa vuol dire comandare, ma non eleggono lui, che la prende malissimo. Diventa, però, il capo dei cacciatori, perché il secondo punto è mangiare. Punto fondamentale per Ralph è accendere un fuoco ed alimentarlo per farsi trovare da chi sicuramente li sta cercando.

Un’organizzazione perfetta, a quanto sembra… Ma…
Cosa succede se questi bambini iniziano ad avere paura?
Se non riescono a trovare cibo?
Cosa succede se imparano ad uccidere?

Loro sono bambini e il passaggio allo stadio precedente è molto rapido, senza possibilità di ritorno. La loro diventa una comunità (da un certo punto in avanti non si può nemmeno più chiamare società perché saltano tutti i principi ad uno ad uno) primitiva, con la legge della giungla imperante. I deboli sono destinati a soccombere.

Quanto velocemente questa trasformazione potrebbe avvenire in un gruppo di adulti lasciati in quelle condizioni? La risposta mi fa molta paura…

Recensione di Rita Annecchino

Commenta per primo

Commenti

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.