IL RIVOLUZIONARIO Valerio Varesi

IL RIVOLUZIONARIO, di Valerio Varesi (Frassinelli)

È il secondo romanzo della “Trilogia della Repubblica”, reperibile anche in un unico volume. Non è un giallo, come quelli che hanno reso famoso l’autore. È un romanzo storico, il cui protagonista è un ex partigiano comunista, Oscar, che attraversa tutto il periodo storico che va dal 25 Aprile del ’45 a fine anni 80 e che è ambientato soprattutto a Bologna.

È un romanzo che ripercorre tutti i principali avvenimenti politici dell’epoca visti in modo non neutrale però, ma secondo il punto ti vista di chi credeva fortemente in un’idea di libertà e uguaglianza che, con la vittoria sul fascismo, credeva di avere raggiunto, ma che invece dovrà ricredersi amaramente.

I continui cedimenti del partito , le mediazioni e i compromessi con l’incalzante società capitalista dei consumi e con il mondo cattolico, faranno si che anche le cooperative, il modello di una futura società socialista, in parte già realizzata nella “rossa” Emilia Romagna, vadano sempre più degenerando in nome del primato del mercato, appunto.

Oscar, fedele ai suoi principi di fondo, si scontrerà con questa realtà, che comporteranno da parte sua scelte molto drastiche che non voglio qui anticipare.

Oltretutto, tanti dei vecchi dirigenti fascisti, grazie all’amnistia voluta da Togliatti rimarranno al loro posto in tante istituzioni, a cominciare dalla polizia, dai carabinieri e dai servizi segreti. E potranno continuare a tramare colpi di stato, mettere bombe e reprimere con la violenza le manifestazioni operaie e studentesche.

È un romanzo che aiuta a capire tanti aspetti della nostra Repubblica e della nostra ancora fragile democrazia italiana che, a mio parere, tutti i giovani dovrebbero leggere.

A me è piaciuto molto, ma un po’ meno del primo romanzo della trilogia di Varesi: “La sentenza”, semplicemente stupendo.

Debbo poi segnalare un piccolo refuso storico. Quando Varesi parla delle Reggiane, la mitica fabbrica reggiana dove anch’io ho avuto il privilegio di lavorare, scrive ‘Fonderie Reggiane’ anziché ‘ Officine Reggiane”. Alle Reggiane c’era anche il reparto fonderia , ma esse erano ben più che una fonderia!

Cerco di terminare la recensione, dato che penso che le recensioni debbano essere brevi, non brevissime, ma nemmeno dei tomi che ti rendono ostico anche il libro più piacevole da leggere, riportando la frase conclusiva del romanzo:

<Verrà il tempo che gli uomini da cani torneranno lupi. Liberi e padroni di sé>.

Recensione di Algo Ferrari

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