IL PROCESSO Franz Kafka

IL PROCESSO, di Franz Kafka

Molti molti anni fa lessi La metamorfosi, di cui ricordo ancora l’incredibile incipit: “Una mattina, svegliatosi da sonni agitati, Gregor Samsa si sveglió trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto immondo”.

IL PROCESSO Franz Kafka recensioni Libri e News UnlibroAnche Il processo non è da meno, infatti ecco come comincia: “Qualcuno doveva aver calunniato Josef K. perché una mattina, pur non avendo fatto niente di male, fu arrestato”.

Come si fa a non amare un autore che inizia in tal modo i suoi capolavori? Dono assoluto della sintesi e della narrativa!

Kafka è un uomo razionale, pragmatico, esattamente come il protagonista di questo suo grande romanzo, Josef K. , che si trova disgraziatamente a dover confrontarsi con un sistema assurdo, incomprensibile, che di limpido non ha nulla: un processo penale.

Non mi dilungo sulla trama, che immagino sia nota o comunque intuibile da voi tutti.

Butto lì qualche riflessione.

La prima è che Kafka scrisse questo libro nel 1925, cioè agli albori della modernità così come la conosciamo noi.
Ebbe una grandissima intuizione.

 

Colse la contraddizione che il progresso comporta intrinsecamente: la frammentazione della nostra vita, la settorializzazione che fa sì che i sistemi che hanno potere siano sempre più complessi, lontani, inconoscibili.
Le maggiori decisioni che ci riguardano, dal lavoro, ai tassi di interesse su un prestito, al costo della vita, al valore della nostra stessa casa, insomma tutto ciò che incide pesantemente sulla qualità della nostra esistenza, vengono prese da “società”, “lobby”, “sistemi”, su cui non abbiamo più alcun potere, né alcuna conoscenza.

Kafka ha capito che la modernità ci avrebbe messi in balia di qualcosa di oscuro e terribile, oltre che contraddittorio: il sistema burocratico.

Il Processo è stato scritto con lungimiranza, quattro anni prima del famoso crollo di Wall Street, e infatti mi chiedo: esiste qualcosa di più kafkiano del mercato azionario?

Concludo dicendo che ho provato grande simpatia per Josef K. , il quale non si sottomette al sistema e prova ad affrontarlo con pragmatismo.
Ma tale sistema è troppo corrotto.
Kafka rende questo concetto inscenando delle allegorie di grande potenza, bellissime; sicuramente inverosimili ma evocative di una profonda verità.

 

Davvero ho amato questo stile e questa capacità artistica, creativa, specialmente in un autore così pragmatico.
Un contrasto meraviglioso, profetico più che poetico.

Un grande scrittore morto precocemente di tisi, poco dopo i 40 anni, così poco convinto delle sue doti da volere che questo romanzo fosse bruciato dopo la sua morte: per fortuna l’ amico che se ne era incaricato ebbe l’ intuizione giusta e lo diede alle stampe, consegnandolo a noi posteri che, ancora, dopo un secolo, possiamo condividerne l’ idea sempre così tremendamente attuale.

Recensione di Nicoletta Tamanini

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