I BASTARDI VANNO ALL’INFERNO Frédéric Dard

I BASTARDI VANNO ALL’INFERNO, di Frédéric Dard

Stavo cercando il libro giusto da recensire in questo caldissimo pomeriggio estivo. Avrei potuto anche fare altro, ma lì per lì non mi è venuto in mente nulla di più piacevole perciò… Ho passato in rassegna le mie ultime letture in attesa di pensieri e ho scelto “ I bastardi vanno all’inferno” di F. Dard.

I BASTARDI VANNO ALL'INFERNO
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In questo libro il lettore sa tutto. Si parte da un espediente molto utilizzato e, a mio parere, molto efficace, in cui Mr X parla con Mr Y raccontando per filo e per segno cosa sarebbe accaduto, perché e come.

Niente ansia da prestazione per noi lettori! Eh sì, perché i lettori di gialli hanno tutti la smania di “scoprire”. Andiamo a caccia di indizi dalla prima riga della prima pagina, spesso con grande ilarità dell’autore che si è divertito a nascondere ad arte (parlo di libri belli ovviamente!) tutto ciò che dobbiamo trovare.

Il nostro buon Dard, invece, non aveva interesse a scatenare la nostra caccia al tesoro perciò ci dice tutto subito.

I toni noir si riconoscono immediatamente e colpiscono nella loro semplicità ed essenzialità. Non ci sono lunghe descrizioni, o scene dal ritmo serrato… Niente di tutto ciò: l’autore ci invita a rilassarci e goderci questi (massimo) due giorni di lettura.

Infatti nonostante il ritmo sia pressoché costante lungo tutta la narrazione, non viene mai meno la voglia di arrivare alla fine… non tanto per scoprire ma per capire dove si andrà a parare.

Dal secondo capitolo in poi parte tutta un’avventura “maenechmiana” (termine inventato da me sul momento!): i due personaggi non vengono descritti perciò il lettore sa che ci sarà un X che farà A in modo che un Y faccia B. In realtà fino alle ultime pagine del libro rimarremo col dubbio su chi sia X e chi Y, il che ricalca molto la famosa commedia degli equivoci latina da cui ho tratto ispirazione per il neologismo coniato poc’anzi.

A cinque pagine dalla fine del libro, davanti a noi lettori appare un bivio: o succede qualcosa che scioglie la vicenda, oppure stiamo perdendo tempo perché la storia non va da nessuna parte.

Inutile ribadire che le ultime pagine sono pregnanti, fino a diventare addirittura commoventi. Il cerchio si chiude e il lettore si scorda di essersi mai chiesto se si sarebbe andati a parare da qualche parte.

Ogni tassello va al suo posto, nuovamente con una semplicità e chiarezza che non appartengono alla nostra “epoca”. E difatti, finito il libro, mi sono immersa nella ricerca per capire a quando risale la prima edizione.

Questo libro viene dal passato, in particolare dal 1956. La scrittura è molto diversa da quella che ci aspetteremmo oggi. E’ un noir francese “classico” ed è bello per questo.

Nel 2021 c’è chi è disposto ad arrivare a notte fonda immergendosi in un semplicissimo noir dove non c’è nulla da scoprire.

Non ci credete? Fate la prova!

Ah, dimenticavo! Essendo un “classico” ha, ovviamente, il classico elemento di disturbo che (figuriamoci!) è una donna! Le scene sono molto teatrali e indovinate? Ho scoperto (sempre dopo) che questo libro nasce in primis come sceneggiatura per una serie televisiva.

E’ da “effetto wow” non c’è dubbio! Direttamente e semplicemente dall’era pre Netflix, nero, bello, appassionante e commovente…

Non vi resta che leggerlo!

E non vi resta che perdonarmi per non avervi svelato nulla di nulla della trama… non sarebbe stato il caso!

Buona lettura

Recensione di Rita Annecchino

I BASTARDI VANNO ALL’INFERNO Frédéric Dard

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