GEORGES SIMENON Pierre Assouline

GEORGES SIMENON, di Pierre Assouline (Odoya)

“Quando si scrive una biografia, o si dice la verità, oppure si fa una falsa biografia”.

Pierre Assouline è stato il primo ad avere avuto accesso agli archivi privati di Georges Simenon. Giornalista, critico letterario e apprezzato scrittore, membro della giuria Goncourt e autore di un bellissimo blog tra i più seguiti in Francia, “La Républiques des Livres”, con questa biografia (titolo originale “Simenon”) pubblicata per la prima volta a Parigi nel 1992 da Julliard, tradotta da Elena Montemaggi in una nuova edizione dalla casa editrice bolognese Odoya rimane “il” biografo di questo romanziere dall’esistenza tumultuosa che nella vita ha avuto e dilapidato molto: donne,soldi, libri. Il risultato della ricerca di Assouline continua, dopo tanti anni, a costituire l’opera di riferimento per chi voglia penetrare il suo mistero. Grande estimatrice dello scrittore Simenon, sia del Simenon dei Maigret che di quelli che lui chiamava i “romans durs”, avevo letto le sue voluminose “Memorie intime” dedicate alla figlia Marie-Jo, morta suicida appena ventenne ma solo adesso ho potuto leggere questa biografia scritta da Assouline.

“Faccia pure come vuole, ma non si aspetti alcuno aiuto da parte mia. Non le chiederò nemmeno di leggere il manoscritto prima della pubblicazione. In questo modo lei sarà libero e anch’io”

Così aveva scritto Simenon ad Assouline dopo aver autorizzato quest’ultimo ad accedere alla considerevole mole dei suoi archivi personali. Pochi mesi dopo Simenon moriva, quindi Assouline, in quel periodo cronista per Le Monde 2 supplemento del quotidiano francese, aveva ricevuto la fattiva collaborazione della compagna di Simenon, Teresa Sburelin, della fedele collaboratrice Joyce Aitken e dei tre figli dello scrittore: Marc, John e Pierre.

 

Georges Simenon: uno dei romanzieri più letti al mondo, lo scrittore francese più trasposto al cinema. Una personalità dirompente e controversa, una vita turbolenta, viaggi intorno al mondo, enorme popolarità e successo ma anche momenti di caduta e drammi personali. Un talento dal quale Gide —che fu forse il suo unico vero amico fino alla fine — era rimasto profondamente colpito.

GEORGES SIMENON Pierre Assouline recensioni Libri e News UnLibroAssouline aveva immediatamente compreso che sarebbe stato impossibile separare l’uomo Georges dallo scrittore Simenon, e fondamentale era stato dunque ritornare nei luoghi “simenoniani” per raccogliere testimonianze e verificare gli avvenimenti occorsi. Belgio, Francia, USA e Svizzera sono le quattro parti nelle quali è diviso il volume, perché questi quattro paesi avevano delineato non solo quattro epoche ben definite della vita di Simenon ma corrispondono a quattro donne: la madre Henriette, la prima moglie Tigy, la seconda moglie Denise e la sua compagna Teresa. Assouline segue dunque Simenon in Belgio nella fase della sua adolescenza e formazione, in Francia durante la sua affermazione come giornalista e romanziere avvenuta nel pieno della guerra e dell’occupazione nazista, poi in America a guerra finita ed infine in Svizzera per l’ultima fase della sua vita.

Il libro è il frutto della possibilità di accesso che Assouline ha avuto a fonti inedite ed esclusive, come le migliaia di lettere che costituiscono la corrispondenza privata di Simenon, è il frutto di centinaia di interviste da lui realizzate in Belgio, Francia, America e Svizzera. Un enorme, minuzioso lavoro di controllo incrociato e di analisi.

Risultato: una biografia la cui lettura è estremamente scorrevole, avvincente, viva, affettuosa, un libro in cui si avverte la profonda empatia che intercorre tra il biografo il biografato, empatia che non impedisce ma consente di cogliere i lati oscuri, gli aspetti problematici della vita di Simenon.

La spinosa questione ad esempio, rimasta sempre non del tutto chiarita, dell’antisemitismo di Simenon. Ad essa Assouline — partendo da diciassette articoli scritti in gioventù da Simenon per un quotidiano belga di destra ed esaminando interviste, confrontando testimonianze e spulciando tutta l’opera narrativa dello scrittore —dedica ampio spazio. Simenon era un antisemita? si chiede il biografo…

 

Altra questione: le accuse di collaborazionismo che furono rivolte a Simenon per aver concluso eccellenti affari, durante l’occupazione, con la casa di produzione cinematografica Continental (quella legata a doppio filo con le altissime gerarchie naziste e sotto il diretto controllo del Ministro della Propaganda del III Reich Goebels).

La devastante tragedia personale, infine, del suicidio della figlia Marie-Jo…Simenon amava i figli sopra ogni cosa, e i figli lo avrebbero ricordato, dopo la sua morte, come un padre eccezionale. Ma con Marie-Jo, in cosa aveva sbagliato? Si era lasciato amare troppo?

Il libro contiene rivelazioni sorprendenti, la narrazione si sviluppa con una suspence degna di…Simenon.

Chiudendo il volume viene da esclamare: “Che romanzo, è stata la sua vita!”

Pierre Assouline è un autore che seguo molto, il suo blog è per me uno dei più interessanti della rete ed alcuni suoi libri come “Hotel Lutetia”, “Sigmaringen”, “Le portrait” e “Le dernier des Camondo” tra i miei preferiti.

Ancora una volta, con questo libro non mi ha delusa.

Recensione di Gabriella Alù

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