GELO Thomas Bernhard

gelo T. Bernhard

GELO, di Thomas Bernhard

GELO Thomas Bernhard

Gelo di Thomas Bernhard io l’ho cercato invano per molto tempo, non più stampato da Einaudi è ormai trovabile solo usato on line a prezzi non sempre abbordabili, quando lo si trova ovviamente, in ogni caso io perseverando nella ricerca sono riuscito a farlo mio, pagandolo pure relativamente poco.

Questo romanzo, come sanno tutti gli appassionati di Bernhard, è il suo esordio narrativo che pur utilizzando uno stile che ha solo i prodromi di quello delle sue opere successive, meno ossessivo e forse più poetico, ci rivela una cupezza che è addirittura superiore a quella che in molti altri romanzi si potrà intravvedere, manca infatti di quell’ironia tipica di molti libri di Bernhard.

 

Gelo come prima impressione non mostra nulla di attraente o accattivante, si palesa in un continuo ed ininterrotto profluvio di riflessioni a ruota libera frutto di una mente insana, quella del personaggio principale il pittore Strauch, spesso dai toni palesemente deliranti pur con alcuni sprazzi di notevole lucidità filosofica, eppure la prosa con cui si rivelano ti soggioga e travolge, un fiume in piena di parole dall’irresistibile fascino ti conduce al finale nonostante la cupezza dei temi trattai, lo squallore di alcuni personaggi e l’amenità dei luoghi descritti, mentre per quel che riguarda i fatti narrati c’è poco da dire: un giovane studente universitario di medicina viene mandato dal suo docente ad osservare la vita che conduce il fratello, il pittore Strauch, in un ameno borgo di montagna, lui, oltre a conoscere una serie di squallidi individui, gli si affianca e viene travolto, e noi lettori insieme a lui, dai deliri di questo personaggio che alla fine è comunque un personaggio memorabile e il suo è quasi un monologo totale che talvolta sfocia nell’aforisma ma che affascina e direi quasi ipnotizza, nonostante la fatica che talvolta ti sollecita, una fatica che regala soddisfazione.

 

Gelo non è un libro facile, non è un libro di evasione ma è letteratura di altissimo livello, che però una lettura superficiale può rendere indigesta, io lo consiglio a tutti i lettori di Bernhard, chi lo ama non può prescindere da questo suo folgorante e poderoso esordio

Recensione di Salvatore Nannarone

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