NON MI SPIEGO IL SUCCESSO DEL “PICCOLO PRINCIPE” – Antoine de Saint-Exupéry

Il piccolo principe Recensioni Libri e News

NON MI SPIEGO IL SUCCESSO DEL “PICCOLO PRINCIPE”, di Antoine de Saint-Exupéry

Mi perdonerete se davanti al libro  “Il piccolo principe” voglio fare un po’ come  il ragioniere Ugo Fantozzi con la corazzata Potëmkin, senza usare i suoi termini coloriti, naturalmente (non mi permetterei tanto).

Devo confessarvi che non sono mai riuscita a comprendere il motivo di tale successo. L’ho letto, certo, ho visto a teatro la rappresentazione, e come tutti voi mille volte l’ho sentito citare.

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Non mi ha mai emozionato, come invece è successo con altri romanzi che raccontano “storie”, che mi hanno tenuto sveglia fino a notte fonda, e mi hanno avvolto nelle loro atmosfere per giorni.

Lo ammetto, io nei libri cerco le storie, cerco la vita degli altri, è un po’ come sbirciare dalle finestre. Finestre che si aprono nel passato e nel futuro, che ci fanno assistere a cose che mai avremmo potuto vedere con i nostri occhi.

Mi è rimasta la stessa curiosità che avevo quando da piccina stavo, zitta zitta, ad ascoltare i discorsi dei grandi, seduti sulle panchine, nelle lunghe serate estive.

 

Non amo i libri che” insegnano”, ma solo quelli che “raccontano” . In genere rifuggo da quelli che hanno la pretesa di essere “insegnamenti di vita” , che strizzano  un po’ troppo l’occhio al buoni sentimenti o quelli in cui l’autore sembra volermi spiegare qualcosa.

Invece mi piace quando lo scrittore sparisce dietro i suoi personaggi, quando non lo percepisci più, rimani sola con loro, ascolti  la loro versione.

Scusate se ho fatto questo “coming out” , ma davanti l’ennesimo post sul piccolo principe, non ho saputo più resistere.

Immancabilmente ad ogni richiesta di un consiglio sulla lettura, per qualsiasi genere o fascia di età, esce fuori  questo titolo.

 

A volte mi chiedo se sia diventata una moda, o  se il fatto di citarlo sia per molti un “porto sicuro”, forse per alcuni è considerato ormai un passaporto della “sensibilità” e della profondità dell’anima.

La mia non vuole essere una polemica o una denigrazione del libro , ma  semplicemente il mio personale, sicuramente controcorrente, punto di vista.

Di Benedetta Giannoni

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