ELENA DI SPARTA Loreta Minutilli

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ELENA DI SPARTA, di Loreta Minutilli (Baldini+Castoldi)

“Racconta allora”- le dice Menelao – ed Elena comincia a raccontare la sua storia.

La giovane scrittrice esordiente Loretta Minutilli, con una scrittura accattivante e fluida ci racconta una Elena un pochino diversa da quella descritta nell’Iliade.

La Elena protagonista di questo romanzo si distacca completamente dalla figura storica che tutti conosciamo, non è infatti soltanto la donna bellissima che abbandonerà il marito travolta dall’amore per Paride, ma una donna che lotta per un suo ideale, una donna moderna, una donna di oggi che dopo secoli ci racconta la sua verità.

ELENA DI SPARTA Loreta MinutilliAbbandonata infatti di ogni veste mitologica legata al classico, conosciamo una donna importante non solo per la sua bellezza ma anche per la sua intelligenza che mette in discussione una vita, tutto sommato tranquilla, per affermare la sua libertà di donna e la sua libertà di scegliere.

Elena infatti non scappa con Paride, descritto oltretutto nel libro come uomo non troppo avvenente, travolta dalla passione bensì per rivendicare il diritto di poter sperimentare un destino diverso da quello a lei destinato e per scappare a Troia dove alla donna viene concesso di vivere in maniera molto più libera addirittura non costretta a matrimoni di convenienza. Per questo motivo non esita ad abbandonare Menelao dimostrando così più amore per sé stessa che per qualsiasi altro uomo. La sua colpa non è certo di aver scatenato la famosa guerra tra Sparta e Troia a causa della sua bellezza e del tradimento ma di essere andata controcorrente facendo una scelta coraggiosa che l’ha portata certamente a tradire il marito ma non se stessa e i suoi ideali.

In questo è colpevole, siamo lontani infatti dalla semplice lettura della donna che tradisce per puro piacere in preda ad uno struggente innamoramento. Quando Menelao infatti le chiede perché lo ha fatto, la risposta di Elena è molto chiara : le sembrava l’unico modo di dimostrare la sua esistenza e di essere ascoltata.

La Minutilli che con questo romanzo si è piazzata tra i finalisti del Premio Calvino, riesce così ad andare al di là del mito e a dar voce e dignità ad un personaggio che nell’Iliade non parla mai nonostante sia la causa scatenante della guerra. Elena diviene così una donna di oggi che lottando contro l’apparenza e il pregiudizio andrà anche incontro ad inevitabili delusioni.

“Perché pensi che io sia venuta a Troia? Non certo per gli abbracci di tuo figlio” – dice Elena a Ecuba – “Sono venuta a Troia perché ero curiosa. Curiosa, sì, di questo strano popolo che viveva in un mondo di sogno in cui le donne potevano scegliersi il marito e non si muoveva guerra da un paese all’altro perché una ragazza aveva deciso di andarsene di casa. Ci ho messo anni per arrivarci, ma ora ho capito che siete come tutti gli altri. Eravate morti da tanto tempo e ora tu hai ucciso chiunque fosse rimasto a sperare, perché hai dato la colpa alla mia curiosità se un esercito si è piantato sotto le vostre mura”

Elena sperava in una umanità diversa e la cercava scoprendo però che gli uomini sono purtroppo uguali ovunque.

“Neanche in quella città ero riuscita a trovare sollievo dalla colpa di essere bella.”

Recensione di Gabriella Patriarchi

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