DI CHE COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO D’AMORE Raymond Carver

DI CHE COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO D’AMORE, di Raymond Carver

Questa raccolta di racconti mi ha riportata alla lettura.

Ho passato quattro mesi nei quali ho iniziato e abbandonato testi e romanzi perché non riuscivo ad entrare nella storia e poi questo libro, in attesa da tempo sulla mia scrivania, mi ha riportato nel mondo dei lettori.

DI CHE COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO D'AMORE

Ho trovato qualcosa che non mi aspettavo.

Non il racconto dei giorni felici, quando l’amore trasfigura e rende belli; non il racconto di mille parole d’amore che animano notti profumate di fiori.

Nulla di tutto questo.

Ho trovato la luce livida e l’odore stantio degli amori arrivati a fine corsa.

Atmosfere piene di ombre, bottiglie finite e rovesciate, cani che abbaiano, mobili scrostati e piatti da lavare.

Uomini e donne increduli di fronte a ciò che è rimasto di quella storia d’amore che credevano eterna, nella quale avevano investito la vita.

 

Restano attoniti, senza forze e soprattutto senza speranze di fronte a quello scempio, a quel finale imprevisto.

Racconti “ridotti all’osso”.

L’autore non indugia, nulla più del necessario trova spazio in queste pagine, ma l’indagine psicologica è attenta e disincantata.

Tutti i protagonisti soffrono profondamente per l’incapacità di comunicare, il “non detto” incombe sulla loro quotidianità

Quasi senza accorgersene, sono arrivati alla situazione che stanno vivendo e non sanno spiegarsene il motivo.

Vivono giorni che sentono estranei alla loro vita, che non avevano previsto e che, proprio per questo, vivono con doloroso stupore e, soprattutto, in solitudine.

”Le cose cambiano, dice lui. Non so come, ma succede senza che tu te ne accorga o lo desideri”

Recensione di Gabriella Calvi

Commenta per primo

Commenti

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.