COMMISSARIO REBAUDENGO – TRE TRIFOLE PER REBAUDENGO – CAPPON MAGRO PER IL COMMISSARIO Cristina Rava

Commissario Rebaudengo: Un’indagine al nero di seppia – Tre trifole per Rebaudengo – Un’indagine ad Alassio – Cappon magro per il Commissario Rebaudengo: Rebaudengo indaga nei carrugi di Albenga, di Cristina Rava (FRILLI)

Sono i primi tre libri di Cristina Rava che vedono come protagonista Bartolomeo Rebaudengo, piemontese di Ceva (Cuneo), commissario ad Alassio, un uomo silenzioso, calmo, saggio e razionale. L’indagine per lui è fatta di lavoro paziente, di attesa, di dettagli senza tuttavia disprezzare le intuizioni.

Ed è sin dalla prima indagine che Rebaudengo incontra il medico legale Ardelia Spinola, che ha da poco sostituito un collega andato in pensione, con la quale formerà una formidabile coppia investigativa ma anche sentimentale. Infatti il commissario, dopo un disastroso matrimonio finito con un divorzio, trova in Ardelia una compagna perfetta, che lo inizia anche alla cucina di mare, sino a quel momento disprezzata (“roba piena di spine, che un bigodino per far la piega alle donne avrebbe dato più soddisfazione”) a favore invece della buona cucina piemontese. Il primo romanzo inizia con la denuncia di scomparsa, fatta dalla moglie, di un professore di filosofia del liceo locale, a cui segue alcuni giorni dopo, nell’entroterra, il ritrovamento del cadavere di una giovane donna Serena Di Blasi, che si rivela essere una studentessa, ricca di famiglia, pare senza legami sentimentali o di amicizia. I due fatti non sembrano collegati ma venire a capo delle vicende spetterà agli investigatori, le cui figure sono ben descritte con le loro peculiarità, il loro carattere, i loro pregi e difetti, mostrando tutta la loro umanità.

 

 

Nel secondo giallo troviamo Rebaudengo a passeggiare in cerca di funghi nei boschi di Ceva assieme alla sorella della ragazza uccisa nel precedente romanzo, con la quale ha instaurato, assieme ad Adelia, un bel rapporto di fiducia ed amicizia. Ma subito avviene un delitto atroce in una villa sulla collina di Alassio: un anziano medico in pensione è stato ucciso con cinque spari di una pistola calibro 7.65 dopo essere stato lungamente torturato con coltellate in varie parti del corpo. Un collega prossimo alla pensione lo aiuterà raccontandogli che quell’omicidio brutale gli rammenta in modo inquietante un fatto di cronaca avvenuto dieci anni prima: un uomo, anche lui anziano, anche lui ucciso a colpi di pistola cal. 7.65 e coltellate, anche lui residente in una vecchia casa cadente. Ma quell’uomo era implicato in traffico di droga e il suo assassino era morto subito dopo, in una Ferrari fatta saltare da una bomba. Rebaudengo e la sua squadra stanno indagando anche su una vicenda che vede coinvolta una sfarzosa galleria d’arte e di antiquariato appena inaugurata, sospettando traffici illeciti. Nel frattempo prosegue tra alti e bassi la sua relazione con Ardelia che tra autopsie, confronti divertenti e cenette da gourmet in molte occasioni aiuterà il commissario a venire a capo delle indagini.

 

 

Entrambi i gialli, anche se gustosi e divertenti, mostrano a mio avviso ancora una scrittrice un po’ acerba mentre nel terzo ho notato un cambio di passo con una maggiore capacità di approfondimento delle caratteristiche dei personaggi e dei rapporti tra loro intercorrenti, che ho trovato decisamente più interessanti.

In “Cappon magro per il commissario Rebaudengo” la trama investigativa non è particolarmente intricata: una vecchia signora viene trovata morta nel suo letto ed all’inizio sembrerebbe una morte naturale ma invece un tecnico della scientifica avanza dei dubbi, che vengono poi confermati da Ardelia. La rosa dei sospettati è decisamente limitata alla badante ucraina, Svitlana, una bella donna dai meravigliosi occhi blu che ne ha scoperto il cadavere, ed al nipote della vecchietta, Guidobaldo, che era andato a trovarla proprio il pomeriggio antecedente alla morte. Oppure bisogna cercare nel passato turbolento della vecchia signora? Sicuramente più interessanti della trama gialla sono in questo terzo libro le vicende private del commissario, per niente insensibile al fascino della bella ucraina tanto da mettere a rischio il suo rapporto con Ardelia.

 

 

Accanto ad un notevole miglioramento nello stile della Rava e ad una maggiore maturità nella descrizione dei personaggi, non si può non apprezzare l’approfondimento della figura di Svitlana e della sua storia di immigrata, dallo perdita di fiducia nel Soviet alle menzogne intorno al disastro di Chernobyl, alla tragedia vissuta in prima persona con la morte del fratello mandato sul posto con i soccorsi, sino all’allontanamento dal proprio paese, alla ricerca di un lavoro, dal marito e dalla figlia.

Comunque si tratta di una serie decisamente piacevole, in cui non manca anche una bella descrizione dei luoghi e la piacevole scoperta di interessanti ricette di cucina. E potranno trovare soddisfazione anche gli amanti degli animali e dei gatti in particolare.

Recensione di Ale Fortebraccio
COMMISSARIO REBAUDENGO – TRE TRIFOLE PER REBAUDENGO – CAPPON MAGRO PER IL COMMISSARIO Cristina Rava

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