COME NAVI NELLA NOTTE Tullio Avoledo

Avoledo

COME NAVI NELLA NOTTE, di Tullio Avoledo (Marsilio – agosto 2021)

 

Non dovevamo diventare migliori? Lo scrittore ci presenta un mondo dove la pandemia o meglio la Situazione è finita ( in questo ha avuto ottimismo) ma ha lasciato strascichi. Il potere economico sembra nettamente e saldamente in mani cinesi, mentre una lunga onda nera avanza in tutta Europa. In Italia il governo è nelle mani di un gruppo di populisti ma in realtà dietro agli slogan si nascondono lottizzazioni spericolate, beni una volta demaniali svenduti a cinesi e altri ricchi e “cogestioni” di porti e altre risorse con supervisori cinesi.

Il protagonista è uno scrittore italiano di belle speranze che vive a Friburgo e scrive gialli per i lettori tedeschi su un improbabile poliziotto italiano a Venezia che detesta e vorrebbe annegare, se non fosse che il mercato non chiede altro che libri rassicuranti come il suo dopo la Situazione. Tornato in Italia per la vendita di una villa di famiglia, si trova per una serie di circostanze ad essere coinvolto nella sparizione di un russo e la sua vicenda si incrocia come una nave nella notte con quella di un’affascinante veterinaria, Miriam e con un raduno di neo-nazisti camuffato da ballo delle debuttanti a Trieste.

Proprio Trieste è la città dove Miriam porta lo scrittore e che si disvela ai nostri occhi come bellissima coi suoi palazzi austroungarici e la sua aria mitteleuropea ma anche cambiata dopo la Situazione: gli anziani non vanno più in giro se non per ore prestabilite al giorno, non ci si abbraccia più malgrado il pericolo sia passato perché non si è più abituati, i divisori sono rimasti, non si toccano gli oggetti, termoscanner, guanti e dispositivi dei parametri medici sono rimasti in vista di prossime pandemie, cartelli vecchi come fantasmi continuano a recitare il mantra più volte disatteso “andrà tutto bene”, mentre la pineta è quasi tutta lottizzata e i cinesi controllano il porto. Mi ha ricordato la Vienna devastata dalla guerra de “Il terzo uomo” con Orson Welles, pur in situazioni molto diverse, o almeno vi ho ritrovato la stessa atmosfera cupa e surreale di città mitteleuropea devastata dalla pandemia e svenduta al miglior offerente. L’atmosfera è di certo il punto di forza del libro, mentre meno interessante risulta la trama, classificabile come gialla, con contorno di trame neo-naziste un po’ troppo prevedibili. Forse un Robert Harris sarebbe riuscita ad impostarla meglio. Certo non mancano i colpi di scena e gli inganni e anche personaggi improbabili che possono diventare alleati e soprattutto interessanti citazioni da libri, che denotano una certa cultura da parte dell’autore e secondo me non stonano con il tono generale.

Da leggere per chi ama le storie con atmosfere cupe e le riflessioni sul prossimo futuro, oltre che le trame gialle con intrighi neo-nazisti.

Recensione di Eleonora Benassi

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