A ME LE GUARDIE! Terry Pratchett

A me le guardie

A ME LE GUARDIE!, di Terry Pratchett

 

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Nella città di Ankh-Morpork il capo di una loggia segreta, ambizioso ma non troppo originale, decide di rovesciare il locale dittatore tramite l’evocazione magica di un drago sputafuoco ma quando però la situazione sfugge al controllo dell’improvvisato mago, toccherà alla scalcinata guardia cittadina cercare di fermare il mostro.

In questa deliziosa farsa in chiave fantasy, Pratchett mette in scena una scoppiettante parodia, attraverso la quale mette in evidenza l’assurdità di un mondo “alla rovescia”, che ha al suo vertice ladri, assassini, corrotti e corruttori e in fondo guardie, insegnanti e mendicanti: in questo scenario l’elemento destabilizzante è Carota, l’ingenuo campagnolo che ritiene normale rispettare la legge e che mette in atto una “rivoluzione” infondendo coraggio e senso del dovere ai disillusi membri della Guardia che da anni ormai recita solo la sua parte senza farsi mai domande sul motivo che li ha spinti ad arruolarsi.

In questo romanzo – il primo di un ciclo che purtroppo Salani ha interrotto bruscamente – perfettamente costruito dosando battute e momenti di riflessione, facciamo la conoscenza di alcuni personaggi esilaranti, come il Capitano Samuel Vimes, che non ricorda più perché beve (infatti beve per dimenticare), il grasso Sergente Colon e il Caporale Nobbs, divertentemente formali, l’ingenuo e simpatico Carota, la pratica Lady Ramkin, uno dei personaggi femminili migliori di tutta la letteratura fantasy.

Una lettura che incatena, diverte, assolutamente imperdibile per amanti di giochi di ruolo e amanti del fantasy capaci di prendersi in giro, ma anche un brillante esempio di satira contemporanea genere nella quale gli inglesi sono da sempre maestri e nel quale più di tutti si distinse il grande Terry Pratchett.

Recensione di Valentina Leoni

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