UNA SCRITTURA FEMMINILE AZZURRO PALLIDO Franz Werfel

UNA SCRITTURA FEMMINILE AZZURRO PALLIDO Franz Werfel Recensioni Libri e News UnLibro

UNA SCRITTURA FEMMINILE AZZURRO PALLIDO, di Franz Werfel

Franz Werfel, indimenticato grazie a pagine come quelle de “I quaranta giorni di Mussa Dagh”, non risparmia il suo genio neppure nella stesura di testi meno impegnativi..

UNA SCRITTURA FEMMINILE AZZURRO PALLIDO Franz Werfel Recensioni Libri e News Unlibro

“Una scrittura femminile azzurro pallido” ne è un esempio.

L’autore ci regala un breve romanzo di rara perfezione sia stilistica che di contenuto.

Il protagonista è Leonida, un uomo insignificante che deve la sua fortuna al frac di un suicida.

Perché è proprio quel frac, ereditato in un tragico momento, a cambiargli la vita.

 

Squattrinato e insoddisfatto si guadagna da vivere facendo il precettore, fino a che non indossa quel frac e si reca ad un ballo. Lì scopre, egli stesso con stupore, di possedere innate e notevolissime doti di ballerino che lo portano ben presto al centro delle attenzioni delle signorine dell’alta società.

Fra queste Amelie Pardini, la più ricca e la più ambita giovinetta, si innamora di lui e riesce a sposarlo malgrado le resistenze opposte dalla sua famiglia.

La vita familiare procede in modo scialbo fino a che, una mattina, all’ora della colazione non viene recapitata a Leonida una lettera il cui indirizzo è vergato da una scrittura femminile con inchiostro azzurro pallido.

Leonida e Amelie, in modi diversi, sono sorpresi e molto scossi, ognuno trascorrerà la giornata con un solo pensiero: quella lettera.

Leonida, legittimo destinatario, deciderà di leggerla, o preferirà farla in mille pezzi, fingendo di non averla ricevuta?

Amelie quale spiegazione si darà?

 

In queste pagine il racconto di quella giornata; per i nostri protagonisti si tratta di momenti che lasceranno il segno: poche ore bastano per sconvolgere le loro vite.

Leonida è un pusillanime, ipocrita e borghese. Da un lato sente di non potersi sottrarre alle sue responsabilità, ma il sentimento dominante è la paura di dover lasciare tutto quello che è riuscito, immeritatamente, a conquistarsi.

Amelie, accecata dalla gelosia, immagina qualcosa di molto prossimo alla realtà.

Trascorrono separatamente l’intera giornata e a sera, quando si ritrovano, la storia ha il suo epilogo.

Werfel, drammaturgo, ci regala ben più di un coup de théâtre ed il lettore più di una volta è sorpreso dall’inaspettato sviluppo della storia.

Non mancano, sullo sfondo, riflessioni sul periodo storico e sulla persecuzione razziale.

Recensione di Gabriella Calvi

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